Intorno al lago di Varese sono tornati i gamberoni

Intorno al lago di Varese sono tornati i gamberoni

VARESE  Da poco meno di una settimana i primi gamberi della Louisiana che da qualche anno abitano felicemente nel nostro lago sono tornati a zampettare fuori dall’acqua e lungo la ciclabile, in qualche caso arrivando fino alla provinciale, segno che la popolazione è ancora presente e con buona probabilità anche abbondante. Alla faccia di chi temeva la sparizione della specie, peraltro invasiva e quindi destabilizzante per

l’ecosistema, sembra che ad aver ragione sia stato chi ipotizzava di farne un prodotto tipico locale, in caso di stabilizzazione dei gamberi americani nel lago di Varese. Per il momento l’amministrazione provinciale non ha preso iniziative specifiche, ma intanto Bruno Specchiarelli, assessore all’agricoltura, caccia e pesca, ma soprattutto specialista dell’arte culinaria, accoglie a braccia aperte la lieta notizia: «Ottimo, vuol dire che ci faremo delle belle spaghettate».

Per chi si fosse perso le precedenti puntate, stiamo parlando di quei gamberi grossi e rossi, o meglio, rosso scuro, che l’anno scorso avevano avuto un clamoroso successo sulle tavole dei varesini. D’altra parte si erano moltiplicati a dismisura negli anni precedenti fino ad arrivare ad una presenza decisamente ingombrante. Il problema della faccenda è che il gambero alloctono divora praticamente tutto, comprese le uova dei pesci persici e dei lucci, e fa sparire i pochissimi gamberetti autoctoni rimasti dalle nostre parti (piccoli, grigiastri e debolucci) perché gli ruba letteralmente le tane. Il bello della storia invece è che il grosso gambero americano è decisamente buono da mangiare. Così, nonostante il primo allarme sull’invasione del «gambero killer» (come lo aveva soprannominato proprio il nostro giornale) sia stato lanciato nel lontano 2008 e allora preso sotto gamba, la stessa amministrazione provinciale l’anno scorso ha verificato pro e contro invitando la gente a spadellare l’appetitoso crostaceo d’importazione. Risultato: pellegrinaggi no-stop di varesini in cerca di gamberi sulle sponde del lago.

«Ricordo a tutti che è in vigore un’ordinanza provinciale per regolamentare il prelievo», sottolinea però Specchiarelli. La mole di gente che si era accanita nella pesca di gamberi sulle rive del lago aveva finito per invadere le zone protette (ad esempio la foce del Tinella) ribaltando i sassi, spostando la ghiaia, e rovinando i punti di deposizione delle uova per i persici, che come gli altri pesci alloctoni hanno tutto

il diritto di riprodursi a casa loro. In breve, è sufficiente evitare di usare retini o strumenti vari per prenderli ma limitarsi all’uso delle mani (si acchiappano benissimo), eventualmente con i guanti, ed evitare di spostare tutti i sassi sul fondo quando si cammina sulla riva del lago. «Non abbiamo fatto studi per calcolare la popolazione – spiega l’assessore – perché sono molto complessi, ma ci aspettavamo sicuramente questa ricomparsa».

Francesca Manfredi

e.marletta

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