“Io, chef della cucina pop Il gusto è patrimonio di tutti”

GALLARATE (ri.s.) «Vivo nel mondo dei sogni perché ho scoperto che non costano niente, ti rendono felice per dieci minuti e poi, se sei una testa dura come me, magari alla fine si avverano».E’ tutto qui il senso del lavoro di Davide Oldani, il concentrato della cucina pop, così ha ribattezzato il suo stile ai fornelli, il manifesto illustrato ieri pomeriggio nella sala conferenze del Teatro Condominio-Gassman, dove lo chef milanese è intervenuto insieme a Paolo Marchi, giornalista di «Il Giornale», per presentare «Pop, la nuova grande cucina italiana. D’O, ricette e gioco di squadra». L’idea alla base del libro, ma soprattutto dello stile di Oldani, è quella di rendere popolare la grande tecnica della cucina, “popolare e popolana, perché il gusto è patrimonio di tutti”. A cominciare dal prezzo, visto che uno dei punti di forza del locale è il menù

a prezzo fisso, dal martedì al venerdì, a 11 euro e 50 centesimi. «Quando ho scelto di aprire a Cornaredo ho capito che non avrei potuto proporre menù da 80 o da 100 euro e del resto a me non interessa girare in Ferrari o non pagare le tasse, la mia ambizione è quella di appagare il cliente». Risultato centrato, se è vero che «oggi a pranzo su dodici tavoli serviti, tutti e dodici hanno riprenotato per tornare da noi». Magari attirati dallo zafferano e riso alla milanese, è così che Oldani ha ribattezzato il suo risotto alla milanese, cucinato con una mantecatura ben più leggera di quanto imporrebbe la tradizione, oppure dal fatto che al «D’O», così si chiama il ristorante, si mangia con una posata sola, ovvero il Passepartuot, che è un po’ forchetta, un po’ cucchiaio e un po’ coltello.

s.bartolini

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