– Una settimana dopo l’annuncio di Daniele Marantelli, che ha rotto gli indugi, candidandosi alle primarie del Pd, i nostri lettori hanno scelto il sindaco ideale, incoronando nel sondaggio della Provincia di Varese, conclusosi ieri, un uomo del Pd, eccellente ma animato da umiltà: .
Era stato il più votato del suo partito sia alle Comunali del 2006 – arrivando terzo in assoluto per preferenze – sia a quelle del 2011, quando si era piazzato al secondo posto nella classifica di tutti gli schieramenti.
Eppure, dopo questi segnali inequivocabili, ribaditi dal risultato plebiscitario del nostro sondaggio (117 tagliandi con il suo nome, contro i 77 di , alle sue spalle), Mirabelli non reclama la poltrona di sindaco ma pensa a tirare la volata a Marantelli.
Questo non è il tempo dell’egoismo ma della generosità. Adesso a Varese c’è bisogno di una figura come quella di Marantelli, che possa cambiare, dopo 25 anni, le sorti della città. La settimana scorsa, quando Daniele si è presentato ufficialmente alle primarie, c’era anche Luisa Oprandi, la nostra candidata sindaco del 2011 che volentieri ha passato il testimone a Marantelli. Dobbiamo sostenerlo tutti.
Perché Marantelli è unico nel senso che accorpa in sé tre caratteristiche fondamentali. Innanzitutto è varesino ed è molto amato dalla comunità. Poi vorrei notare come sabato scorso, alla conferenza in cui ha annunciato di presentare alle primarie, hanno partecipato tanti sindaci dei comuni limitrofi. Varese non va considerata solo all’interno dei propri confini: esiste infatti una città
più grande che comprende i paesi vicini e raduna oltre 140 mila abitanti. Se pensiamo così al capoluogo potremo trarne risparmi e benefici. Infine, la sua terza carta vincente sta nella conoscenza approfondita dei problemi della gente per cui saprà impegnarsi sotto ogni aspetto: dall’urbanistica ai lavori pubblici, dai servizi sociali allo sport, senza dimenticare tutti gli altri ambiti.
Con Piero c’è un’amicizia personale che va al di là degli schieramenti politici. Gli rispondo come avevo fatto tempo fa in Consiglio comunale quando al sindaco Fumagalli chiesi: «Ma scusi, lei è il signor Fumagalli che vendeva il miele alle Feste dell’Unità negli anni del Pci?». Il comunismo è finito nel 1989, con il crollo dei regimi dell’est Europa. Io non ho mai avuto la tessera del Pci e il tempo delle battaglie ideologiche è ormai svanito. Adesso bisogna risolvere i problemi concreti della città.
Certamente. Prendiamo il caso del parcheggio alla Prima Cappella, che ha spaccato in due le opinioni della città: avevo proposto un referendum cittadino, previsto dall’ordinamento comunale, ma l’idea è stata bocciata. Nell’ambito della revisione dello statuto sono stato comunque promotore di due iniziative per coinvolgere i cittadini con il bilancio partecipato e l’abbassamento delle firme per indire i referendum cittadini: prima ne servivano novemila, adesso tremila.
L’ho già detto: è il momento della generosità. Il mio telefono è sempre aperto per captare i problemi dei cittadini e tentare di risolverli. Questo è già un grande lavoro.













