Roma, 28 set. (Apcom) – L’Istituto opere per la religione (Ior), finito in un’indagine della Procura di Roma sulle norme antiriciclaggio, non compare nella lista dell’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) relativa ai Paesi che hanno applicato gli standard fiscali internazionali (cosiddetta ‘white list’) nè nella lista dei Paesi che si sono impegnati ad applicare tali standard ma non lo hanno ancora fatto (cosiddetta ‘grey list’). L’Ocse ha pubblicato oggi l’ultimo aggiornamento di queste due liste. Lo Ior, da parte sua, ha reso noto il suo impegno a conformarsi agli standard internazionali sull’antiriciclaggio.
Ska/Lux
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