Iran; Condannata giornalista Usa, nuovo fronte di crisi

Iran; Condannata giornalista Usa, nuovo fronte di crisi


Roma, 19 apr. (Apcom)
– Per lei era intervenuto anche il
Dipartimento di stato americano. Ma la condanna ad 8 anni di
carcere comminata da un tribunale di Teheran alla giornalista
irano-americana Roxana Zaberi raffredda le speranza di chi si
aspettava un segnale di disgelo da parte iraniana nei confronti
degli Usa. A fine marzo infatti Hillary Clinton aveva fatto
sapere che una rappresentanza americana, a margine della
conferenza dell’Aia sull’Afghanistan, aveva consegnato alla
delegazione iraniana una lettera nella quale si domandava la
liberazione di tre americani detenuti in Iran, fra cui anche
quella di Saberi. Il portavoce della diplomazia iraniana, Hassan
Ghashghavi, aveva smentito di aver ricevuto una simile missiva.

Due giorni fa, il portavoce del Dipartimento di stato Usa,
Robert Wood, aveva respinto categoricamente le accuse di
spionaggio rivolte alla giornalista, definendole “senza
fondamento” e aveva espresso la sua “inquietudine in relazione a
questo processo”, che gli sembrava “ben lontano dall’essere
trasparente”.

Il processo si è svolto lunedì scorso, a porte chiuse, e si è chiuso in una sola giornata, una durata insolitamente breve per un processo in Iran. Secondo quanto affermato oggi dal padre della giornalista, Reza Saberi, la figlia sarebbe stata intimidita e convinta a cooperare, ammettendo le accuse nei suoi confronti, dietro la promessa di essere

liberata. “Roxana ci ha detto che tutto quello che ha confessato non era vero, ma che era stata intimidita dalla polizia che le aveva detto che se avesse cooperato sarebbe stata liberata”, ha dichiarato l’uomo – che si trova in Iran con la moglie – senza precisare quando aveva avuto luogo questa conversazione con la figlia.

Roxana Saberi, 31 anni, nata e cresciuta negli Stati uniti e da
sei anni in Iran, di padre iraniano, si trova nel carcere di
Evine, a nord di Teheran, dalla fine di gennaio. Inizialmente le
autorità iraniane le avevano contestato di lavorare
“illegalmente” nel Paese e di aver continuato le sue attività
anche dopo che il governo le aveva ritirato il tesserino
giornalistico. Il capo di imputazione si è poi tramutato in una
ben più grave accusa di “spionaggio per conto di uno stato
straniero (…) gli Stati uniti). L’avvocato della donna,
Abdolsamad Khoramshahi, ha confermato che presenterà appello
entro venti giorni.

La notizia della condanna, diffusa nel giorno in cui l’Iran
festeggia la feste delle forze armate, coincide con altre notizie
inquietanti. Oggi il “Times” britannico citando fonti israeliane
parla di piani israeliani per attaccare militare i siti nucleari
iraniani.

Secondo il quotidiano, le forze militari israeliane si preparano
a lanciare a breve un massiccio attacco aereo contro i siti
nucleari iraniani dopo aver ricevuto il via libera dal nuovo
governo di Benjamin Netanyahu: “Si stanno effettuando preparativi
a tutti i livelli per questa eventualità – ha detto al Times
un alto funzionario della Difesa – Il messaggio all’Iran è che le
minacce non sono solo parole”. Approntate anche le esercitazioni
per preparare la popolazione civile all’eventualità di una
reazione iraniane.

Israele sarebbe pronto – continua il Times – a colpire oltre una
decina di bersagli, inclusi convogli mobili. I siti nel mirino
sono quello di Natanz, dove migliaia di centrifughe producono
uranio arricchito; quello di Esfahan, dove 250 tonnellate di gas
sono stipate nel sottosuolo; e quello di Arak dove un reattore
produce plutonio.

La distanza da Israele di questi bersagli è oltre 1000
chilometri, un tragitto che può essere coperto dagli F15 e F16,
sostenuti da elicotteri e mezzi di rifornimento. Israele si è
dotato anche di tre apparecchi Awac (Airborne Warning and
Control). Un eventuale attacco israeliano contro l’Iran
implica il sorvolo degli spazi aerei giordani e iracheni dove vi
è una forte presenza militare americana. Il recente attacco
contro dei convogli in Sudan (che trasportavano presumibilmente
armi destinate ad Hamas nella Striscia di Gaza) rientra tra
questi preparativi delle forze israeliane per operazioni su
lunghe distanze.

Fcs

MAZ

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