Roma, 13 mag. (Apcom) – “Troppi Night club dove si consumano
fiumi di bevande alcoliche”; pratica contraria alla Shariya
islamica. E’ questa la motivazione adottata dalla Commissione
degli Affari religiosi del parlamento di Baghdad che ha proposto
un disegno di legge per mettere al bando l’importazione delle
prodotti alcolici in Iraq. Lo rende noto oggi al Sabah, il
quotidiano di stato iracheno che riporta anche la decisione
dell’Ente di Turismo locale di non rinnovare le licenze
d’esercizio agli alberghi dove si consumano gli alcolici.
Giro di vita deciso per “le continue proteste che abbiamo
ricevuto da molti cittadini che si lamentano dal comportamento
dei frequentatori dei locali notturni e delle rivendite di
alcolici che buttano i contenitori vuoti vicino alle moschee e ai
luoghi di culto”, ha detto Radwan al Kildar, membro della
Commissione religiosa del parlamento.
Certo, durante le violenze degli anni precedenti, non c’erano
locali notturni. Ma oggi Kildar ricorda che la costituzione è
dalla sua parte: “l’articolo due – afferma – vieta qualunque
comportamento contrario ai dettami della religione islamica”. Per
Kildar, la misura è colma: “In tutte le province del paese, ma
soprattutto a Baghdad, – ha tuonato – ci sono troppe rivenditorie
e locali notturni”.
Intanto, il giornale riporta il commento di un funzionario
dell’Ente del turismo che ha già dichiarato guerra al fenomeno e
si dice d’accordo con “i luoghi di svago per i cittadini a patto
che essi non vadano contro le tradizioni dell’Islam e degli
arabi”.
Fth
MAZ
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