Isis Valceresio, scontro Mulas–Magrini: seduta chiusa tra tensioni e polemiche

Iscrizioni respinte e tavolo mai convocato, il presidente interrompe il dibattito tra proteste

VARESE – Doveva essere una seduta lineare, si è trasformata in uno scontro politico acceso, chiuso bruscamente dal presidente Marco Magrini. Il consiglio provinciale di martedì 31 marzo si è infatti concluso con l’interruzione della discussione sull’Isis Valceresio di Bisuschio, tra proteste e malumori.

Il nodo delle iscrizioni respinte

A far deflagrare il confronto è stata l’interrogazione del consigliere Leslie Mulas, che ha riportato al centro il tema delle circa 50 domande di iscrizione non accolte dall’istituto.

Secondo Mulas, la situazione era nota da mesi e avrebbe potuto essere affrontata attraverso un tavolo di confronto tra Provincia, scuola e Comuni, previsto da un ordine del giorno approvato a fine 2025 ma mai concretamente avviato.

La replica della Provincia

Il consigliere delegato all’edilizia scolastica Giacomo Iametti ha spiegato che la Provincia sarebbe venuta a conoscenza dell’eccedenza solo a febbraio e in assenza di richieste formali da parte della scuola.

Ha inoltre ricordato i limiti strutturali dell’istituto, che dispone di 51 spazi complessivi e può accogliere fino a 1.200 studenti, sottolineando come ogni dirigente scolastico debba definire criteri chiari per l’accoglimento delle iscrizioni.

Il metodo sotto accusa

Per Mulas, però, la questione va oltre i numeri. L’Isis Valceresio rappresenta un presidio fondamentale per la valle e il mancato accoglimento degli studenti comporta una frattura nel rapporto tra scuola e territorio.

Anche le disponibilità informali avanzate da alcuni Comuni per individuare spazi alternativi non hanno trovato seguito, alimentando la percezione di un’occasione mancata.

La chiusura contestata di Magrini

È nella fase finale del dibattito che la situazione si è deteriorata. Di fronte all’insistenza di Mulas nel chiedere spiegazioni sul mancato avvio del tavolo e nel distinguere tra piani diversi di programmazione scolastica, il presidente Magrini ha progressivamente irrigidito i toni.

Fino alla decisione di interrompere la discussione applicando il regolamento e chiudere la seduta. Una scelta che, pur formalmente legittima, è apparsa a diversi presenti poco opportuna sotto il profilo istituzionale, soprattutto perché ha impedito di approfondire un tema rilevante per il territorio e di chiarire fino in fondo responsabilità e prospettive.

La chiusura con un frettoloso congedo ha lasciato un clima teso in aula, con la sensazione di un confronto interrotto più che concluso.

Un confronto destinato a proseguire

La vicenda dell’Isis Valceresio resta aperta e destinata a tornare al centro del dibattito politico. Sullo sfondo, il tema più ampio della programmazione scolastica e del rapporto tra istituzioni e territori, in un contesto che richiede coordinamento, trasparenza e capacità di dialogo.

Elementi che, alla luce di quanto accaduto in consiglio, appaiono oggi tutt’altro che scontati.