Roma, 27 set. (Apcom) – A circa 70 anni dalla morte del padre
della psicanalisi, Sigmund Freud, scienziati dell’università di
Tel Aviv sostengono di aver individuato oggettivamente la
presenza di pensieri inconsci nella mente e di poterne
distinguere la peculiare attività cerebrale. La ricerca,
pubblicata sulla rivista scientifica “Journal of Cognitive
Neuroscience”, è stata divulgata dal quotidiano israeliano
“Haaretz”.
Le tracce dell’inconscio sono state registrate
dall’encefalogramma di alcune persone che si sono sottoposte a
una serie di test sperimentali. Lo studio, condotto dai
ricercatori del dipartimento di psicologia dell’università di Tel
Aviv Moti Salti, Dominique Lamy e Yair Bar-Haim si è concentrato
su “percezioni” inconsce piuttosto che sull’inconscio della
dottrina freudiana composto, in estrema sintesi, da desideri e
ricordi “rimossi” nonché da “pulsioni” e molte altre dinamiche.
Così Salti ha circoscritto il campo di ricerca: “Le persone sono
bersagliate da una serie di stimoli da tutte le direzioni, ma
soltanto sono coscienti di alcuni”. I partecipanti
all’esperimento sono stati sottoposti a stimolazioni visive. Di
queste, non tutte sono state percepite consapevolmente, ma gli
scienziati hanno dimostrato che era rimasta un traccia inconscia
di ciò che non era stato registrato dalla coscienza.
In particolare, alle persone sono state mostrate sullo schermo di
un computer alcune forme geometriche, le quali non sempre sono
state registrate coscientemente dai partecipanti al test. Quando
gli scienziati hanno chiesto di indovinare in quale punto del
monitor avrebbe potuto trovarsi una certa forma geometrica in
molti hanno indicato il punto dove era effettivamente apparsa.
“Questo dimostra che l’informazione è stata elaborata ma non
dalla parte cosciente”, ha spiegato Salti.
San
MAZ
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