Istruzione; Domani sciopero Flc-Cgil: cortei e lezioni a rischio

Istruzione; Domani sciopero Flc-Cgil: cortei e lezioni a rischio


Roma, 17 mar. (Apcom)
– Il mondo della scuola e dell’università
torna a protestare contro i tagli del governo sugli organici del
personale e le conseguenti riforme su tutto il settore della
conoscenza: le lezioni scolastiche ed accademiche saranno a
rischio per l’intera giornata di domani poiché la Flc-Cgil, per
entrambi i settori, e la Gilda, solo per la scuola, hanno indetto
lo sciopero generale nazionale.

Sono previste tantissime manifestazioni e dibattiti a livello
locale: l’iniziativa più importante si svolgerà a Palermo, dove
al teatro Politeama ci saranno Mimmo Pantaleo, segretario
generale nazionale Flc-Cgil, e il leder confederale Guglielmo
Epifani. A livello nazionale la protesta potrà contare sul
sostegno di diversi comitati, associazioni e sindacati
studenteschi. Oltre ad alcuni partiti del centro sinistra e della
sinistra extraparlamentare.

Sono molte le ragioni che hanno portato una parte dai sindacati a
scendere in piazza. A livello scolastico alla base della
protesta, inizialmente indetta dalla Flc-Cgil, ci sono i tagli
contenuti nella legge 133/08: con riduzioni di organico che già
dal prossimo anno solo nella scuola dovrebbero produrre la
sparizione di 20mila posti da docente e 15mila Ata. Numeri
peraltro ridimensionati grazie ai pensionamenti.

“In Italia – sostiene Mimmo Pantaleo, segretario delle Flc-Cgil –
la politica non ha mai concepito la formazione come opportunità
ma come un vincolo di bilancio, anche nel centrosinistra: eppure
mai si è giunti a pianificare tagli di queste proporzioni”.

“L’attacco al settore della conoscenza – continua il leader di
comparto – è trasversale. La crisi, invece, dovrebbe obbligarci a
cercare una via d’uscita nell’innovazione, nella tecnologia e
nella ricerca. Non vogliono promuovere il sapere ma controllarlo.
Si vuole privatizzare l`intero sistema della conoscenza e
dividere i lavoratori in corporazioni che non comunicano,
segmentarli. Si programma la riduzione del potere contrattuale di
tutti i dipendenti pubblici per i prossimi 10, 20 anni. Noi,
invece, chiediamo una proroga di tutti i contratti”.

Tra i motivi della mobilitazione ci sono anche i rinnovi
contrattuali che negli ultimi anni si sono trasformati in accordi
“solo a perdere e soprattutto il ripristino del contratto
nazionale a garanzia del lavoro”. Per il sindacato di via
Leopoldo Serra serve invece “l’introduzione di regole
democratiche che permettano ai lavoratori di pronunciarsi sugli
accordi”.

Oltre che “il ritiro delle norme tante care a Brunetta che
penalizzano chi è ammalato. Il ritiro del disegno di legge Aprea
sulla scuola che non solo cancella l’autonomia delle singole
istituzioni ma penalizza e avvilisce la libertà d’insegnamento e
l’autonomia professionale di docenti e dirigenti, oltre a
togliere completamente la parola al personale Ata”.

La lista delle richieste è davvero lunga: contiene anche “il
ritiro del ddl Sacconi che cancella il diritto di sciopero,
l’unica arma di legittima difesa dei lavoratori” e la “difesa
dell’occupazione, per salvaguardare non solo le persone dallo
spettro della disoccupazione, ma anche i nostri settori da un
depauperamento di risorse umane necessarie al loro
funzionamento”.

(segue)

Alg

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