Tabella di marcia serrata per l’attuazione del Jobs act, riforma ieri definita «un risultato importante» dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: i primi decreti attuativi della delega sul lavoro entrata in vigore ieri, infatti, dovrebbero arrivare, secondo quanto annunciato dal premier, Matteo Renzi, nel Consiglio dei ministri di mercoledì 24 ma prima è previsto un incontro tra governo e sindacati.
Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti ha convocato imprese e sindacati per venerdì, dopodomani, sull’attuazione delle delega e la notizia dell’incontro è stata accolta come un segno positivo da parte dei sindacati.
L’obiettivo quindi è partire dal contratto a tutele crescenti e dalle modifiche all’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori in modo da rendere possibile l’utilizzo dei nuovi contratti con le detrazioni previste dalla Legge di stabilità sul 2015 per le nuove assunzioni (sgravio dei contributi a esclusione di quelli Inail con un tetto annuale di 8.060 euro per tre anni in caso di contratto a tempo indeterminato).
E se sul contratto a tutele crescenti il problema sarà scrivere regole che tengano conto del punto di mediazione raggiunto all’interno della maggioranza (resta il reintegro in caso di licenziamento disciplinare illegittimo solo in specifiche fattispecie), le difficoltà più grandi potrebbero aversi nelle norme sull’estensione dell’Aspi (i nuovi sostegni alla disoccupazione, ndr) dato che l’allargamento della platea significa anche un aumento delle risorse necessarie. Su questo secondo decreto potrebbero essere necessari tempi di scrittura più lunghi e potrebbe non essere pronto già per il 24.
Il decreto dovrebbe prevedere l’allargamento della platea ai collaboratori mentre per l’estensione della durata del sussidio di disoccupazione per le carriere contributive più lunghe dovrebbe invece essere spostata in avanti, probabilmente dopo l’eliminazione dell’attuale indennità di mobilità (a fine 2016) prevista dalla riforma Fornero. Qualsiasi intervento, comunque, dovrebbe essere legato a una logica assicurativa vista la situazione economica. Solo nei primi 11 mesi dell’anno si è superata quota un miliardo per le ore di cassa integrazione chieste dalle aziende.
Presentate oltre 272 mila domande di Aspi e mini Aspi.La convocazione sull’attuazione del Jobs act secondo il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, «rappresenta una novità, perché è il primo segnale che il governo dà di una disponibilità a discutere. Poi ovviamente – aggiunge – siamo curiosi di capire cosa ci dirà e che significato avrà l’incontro». «Io spero e mi auguro – afferma il numero uno della Uil, Carmelo Barbagallo – che non sia come le altre volte».
Da parte sua la Cisl parla di «rispetto di un impegno che il governo aveva preso con il sindacato» rassicurando le parti sociali sul fatto che prima dei decreti attuativi ci sarebbe stato un confronto di merito.E ieri in serata è arrivata la bacchettata del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: «Ai sindacati, per i quali sempre auspico che siano costruttivamente uniti – afferma il capo dello Stato – chiedo il rispetto delle prerogative delle decisioni del governo e del Parlamento e uno sforzo convergente di dialogo anche su questioni vitali di interesse generale». Insomma le parti sociali vengono invitate a convergere su un terreno di dialogo costruttivo capace di trovare soluzioni in grado di stemperare le tensioni.













