Juve, campione d’Italia e di bilanci

Il team bianconero guidato a livello dirigenziale dal varesino Marotta fa registrare risultati economici record

Partito il campionato, i principali team di serie A si trovano già a fare conti e previsioni economiche. In particolare, come riportato in questi giorni dal Sole 24 Ore “vola” per i risultati d’esercizio la Juventus campione d’Italia guidata a livello dirigenziale dal varesino Beppe Marotta, che con l’assalto al sesto titolo consecutivo (che la porterebbe, in Europa, ad eguagliare un traguardo stabilito, sino ad oggi, solo dallo Spartak Mosca e dall’Olympique Lyonnais) vedrebbe un ulteriore rafforzamento da un punto di vista economico.

Con la nuova “gestione” Marotta, in particolare, il fatturato è più che raddoppiato , passando dai 172 milioni di euro del 2011 ai 348 del 2015: nel 2016 è facilmente prevedibile il superamento del tetto dei 350 milioni, anche senza conteggiare le plusvalenze.

In particolare, il mercato estivo si è chiuso con una spesa di oltre 160 milioni di euro versati per il capocannoniere dello scorso anno Gonzalo Higuain (90 milioni al Napoli), per il centrocampista bosniaco Miralem Pjanic (32 milioni alla Roma), per il difensore Benatia, l’esterno brasiliano Dani Alves e l’attaccante croato Marko Pjaca.

Il tutto più che compensato dalla cessione del fuoriclasse Pogba al Manchester United per un importo pari a 110 milioni di euro, che ha fatto registrare al club campione d`Italia la più cospicua plusvalenza realizzata da una società di calcio.

L’incremento di fatturato raggiunto dalla squadra torinese viaggia ad anni luce di distanza dai risultati raggiunti dagli altri team italiani più blasonati: Milan e Roma si attestano a circa 200 milioni di fatturato, l’Inter viaggia intorno ai 190 milioni e il Napoli si attesta tra i 130 e i 120 milioni a stagione. Appena sotto i 100 milioni di fatturato si trovano invece Lazio e Fiorentina.

Se la gestione Marotta “vince” dunque di gran lunga sui principali competitor italiani in termini di valori assoluti, lo stesso si può anche dire per quanto concerne la strategia commerciale – risultata vincente nella scelta di riportare in casa la gestione del merchandising – e quella relativa alla gestione degli immobili e dello stadio di proprietà, che nel 2015 ha fatto volare i ricavi dalla vendita di biglietti al botteghino dagli 11 milioni del vecchio Olimpico ai 51 milioni del 2015.

Quale la situazione degli altri team di serie A? Inter e Milan, alle prese con un cambio della guardia a livello societario e con una lunghissima quanto tormentata transizione tecnica, hanno accumulato nelle stagioni 2014 e 2015 un rosso, rispettivamente, di 230 e 180 milioni.

La Roma, nonostante le plusvalenze frutto delle operazioni del Ds Walter Sabatini, ha bruciato tra il 2011 e il 2015 più di 200 milioni. Il Napoli di Aurelio De Laurentiis dopo otto bilanci in utile, nel 2015 ha registrato un deficit di 13 milioni e anche il 2016 sarà senz’altro in perdita. La sfida alla Juve, dunque, è partita: saprà il nostro calcio sorprendere i tifosi come accaduto lo scorso anno in Inghilterra? A fine campionato la sentenza.