Kim Rossi Stuart: «Il mio è Un Renè sensibile e spietato»

Kim Rossi Stuart: «Il mio è Un Renè sensibile e spietato»

ROMA Il film di Michele Placido «Vallanzasca – Gli angeli del male», in uscita nelle sale venerdì 21 gennaio, ha ricevuto consensi unanimi dalla critica per il suo interprete, Kim Rossi Stuart. L’attore quarantenne ha insistito molto con Placido perché girasse questa pellicola e ha partecipato alla sceneggiatura: «Per me era soprattutto interessante raccontare come convivessero in Vallanzasca sensibilità e spietatezza, gentilezza e violenza. Era un personaggio iperbolico che valeva la pena di raccontare» ha detto l’attore alla presentazione romana del film.Rossi Stuart riporta sullo schermo le gesta criminali compiute da Vallanzasca dal 1972 al 1985, le prime rapine a Milano, i sequestri, le fughe dal carcere, ma anche il suo rapporto con gli amici-complici, le donne, i media, che lo resero un personaggio quasi epico. «Lui ha sfruttato i media per creare il suo personaggio, ma alla fine questa cosa gli si è rivolta contro, perché sono loro ad averlo utilizzato. Era passionale, istrionico, originale, faceva degli

show durante gli arresti. Era un egogentrico, non teneva mai a bada il suo narcisismo, ma attraverso le sue manifestazioni davanti ai media ha attirato su di sé molta antipatia. L’unica cosa che ci ha guadagnato è stato un successo con le donne».Nel film accanto a Rossi Stuart nel ruolo dell’amico di sempre Enzo, c’è Filippo Timi, che ha spiegato: «Per creare il mio personaggio ho dovuto pensare che non fosse un personaggio reale, ma di fantasia, e Placido, con il suo sguardo di attore mi ha aiutato moltissimo». La protagonista femminile, Valeria Solarino, che nella pellicola interpreta Consuelo, che incontrò Vallanzasca giovanissimo e gli diede un figlio, ha spiegato: «Il mio è soprattutto il ruolo di una donna che si innamora di un uomo ma ha la prontezza di lasciarlo quando diventa pericoloso. Quello che vorrei è che finissero le inutili polemiche sul film, che distruggono il valore delle interpretazioni, soprattutto quella di Kim, che è superba».

a.cavalcanti

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