Roma, 7 ott. (Apcom) – La legge elettorale andrebbe cambiata solo dopo le riforme costituzionali: il presidente del Senato, Renato Schifani, puntualizza così il suo pensiero, parlando con i cronisti a palazzo Giustiniani, al termine del suo incontro con il primo ministro cinese Wen Jabao. Rispondendo a una domanda sulla contestuale attività legislativa di Camera e Senato sull’argomento, Schifani minimizza il problema: “Sono fattori procedurali – dice – che valuteremo. Con il presidente Fini mi sento quotidianamente, quindi non sarà necessario sicuramente un incontro formale”.
Quanto al dibattito politico che si è aperto sulla necessità di una riforma elettorale, “non entro nel merito – afferma la seconda carica dello Stato – di questa legge elettorale, non sta a me dare giudizi. Ho sempre sostenuto comunque – aggiunge Schifani – che la legge elettorale andrebbe vista all’interno di un pacchetto complessivo di riforma di funzionamento del nostro Paese, anche perché se si dovesse abolire il bicameralismo e passare a un Senato federale, non vi è dubbio che occorra necessariamente approvare una legge elettorale diversa per un Senato federale rispetto a quella della Camera che dà la fiducia al premier”.
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