L.impedimento/ Giovedì Consulta decide, relatore indica i nodi

L.impedimento/ Giovedì Consulta decide, relatore indica i nodi

Roma, 11 gen. (TMNews) – Quarantott’ore all’ora X sul legittimo impedimento. La Corte costituzionale si riunirà giovedì alle 9.30 in camera di consiglio per definire la sorte della legge 51/2009 che istituisce lo ‘scudo’ processuale per il premier e i ministri e che ha consentito a Silvio Berlusconi, nel corso del 2010, di chiedere più volte il rinvio dei processi nei quali è imputato. Nel vorticoso turbinare delle voci di palazzo, da qualche giorno il toto-voto della Consulta pende verso l’ipotesi di una sentenza ‘interpretativa’: non una bocciatura tout court ma un lavoro di taglio e cucito.

Tutte le indiscrezioni che filtrano dagli ambienti vicini alla Consulta convergono nel considerare piuttosto remota l’ipotesi di una cancellazione in toto della norma: rinviando la decisione da dicembre a gennaio la Corte ha già dimostrato di voler evitare un eccesso di responsabilità politica connesso alle sue decisioni, e una bocciatura del legittimo impedimento rischia di portare dritto alle elezioni anticipate all’insegna dello scontro istituzionale fra politica e potere giudiziario.

Una traccia sul possibile orientamento della Corte l’udienza pubblica di stamattina l’ha fornita: è già un segnale la brevità dell’intervento del relatore, il giudice Sabino Cassese, che ha concluso la sua esposizione con alcune brevi domande: nella norma, si è chiesto, “i fatti ed eventi individuati come ipotesi di legittimo impedimento sono indicati in modo specifico

o generico? Residuano poteri di controllo del giudice? E questi poteri possono svolgersi sulla sussistenza del fatto-evento oppure anche sulla concomitanza?”. La sentenza interpretativa quindi potrebbe concentrarsi su questi aspetti per rendere la norma meno generica e ridurre i rischi di un abuso dell’autocertificazione degli impedimenti a comparire in udienza da parte dei membri del Governo.

(segue)

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