La Beccalossi torna all’attacco “Caianiello? Giusto farsi da parte”

La Beccalossi torna all’attacco “Caianiello? Giusto farsi da parte”

VARESE «Nessun attacco a Caianiello. Ma nel partito non si possono più tollerare certe situazioni che possono ledere la nostra immagine». Viviana Beccalossi, deputata bresciana e vicecoordinatrice regionale del Pdl della Lombardia, non si tira indietro dopo lo scoppio del “caso Varese” con l’autosospensione di Nino Caianiello, leader dell’area laica, di recente condannato in primo grado per corruzione.

Beccalossi aveva parlato di questione morale durante il congresso provinciale di Varese, domenica scorsa, scatenando la reazione di Caianiello, che ha deciso di autosospendersi: «Mi sono sentito chiamato in causa, visto che nessun altro a Varese ha una situazione come la mia», ha spiegato. Un gesto che la vicecoordinatrice dice di apprezzare.

«È stato un gesto molto generoso da parte sua – dichiara la deputata – ma non può addebitare un attacco da parte mia. Io, a Varese, non ho fatto il suo nome, ma ho semplicemente esposto i temi della battaglia che sto portando avanti a tutti i livelli come vicecoordinatrice regonale del Pdl perché si faccia chiarezza sulle persone indagate». E ribadisce di non avere alcun pregiudizio sulla figura dell’ex segretario provinciale di Forza Italia.

«Non c’è niente di personale nei confronti di Caianiello, ci mancherebbe. Anzi gli auguro di poter dimostrare la sua innocenza alla fine del processo. Ma al momento è giusto che si faccia da parte per tutelare il partito». Beccalossi sottolinea la necessità «di seguire appieno le posizione del segretario nazionale Angelino Alfano, che al suo insediamento di un anno fa parlò di partito degli onesti».

«Questo sabato – aggiunge – a un pranzo riservato, presenti 40 persone, ho detto personalmente a Berlusconi che la persecuzione giudiziaria nei suoi confronti, che è indiscutibile, non deve essere un alibi per quelle persone, anche nel nostro partito, che si comportano in maniera scorretta. Questo principio vale per Varese, come per Brescia e Cremona. Io non ho citato, al congresso, personalmente Caianiello. Se si è sentito chiamato in causa forse è perché tre giorni prima aveva ricevuto una condanna».

«Ripeto, non c’è niente di personale, ma il partito va tutelato – prosegue – Un conto è essere garantisti, un altro difendere la questione morale. Ora, se uno è indagato noi lo difendiamo. Quando inizia a essere condannato, anche se solo in primo grado, perlomeno deve autosospendersi dal partito».

E il Pdl dovrà dotarsi di un «codice etico per affrontare queste situazioni. Al presidente Berlusconi ho infatti chiesto che venga scritto il più in fretta possibile. Ci sono deputati del Pdl che si trovano in situazioni peggiori di quella di Caianiello». Dal canto suo, Caianiello si era detto sospetto «per il fatto che questo attacco sia venuto da un esponente degli ex An, proprio nella Provincia dove non sono riusciti prima ad eleggere un rappresentante in consiglio regionale, e poi non hanno vinto al congresso, dove è stata appena eletta Lara Comi. Siccome i fautori della vittoria al congresso siamo io e Raffaele Cattaneo, hanno deciso di prendersela con il più debole».

Ma la deputata nega la ricostruzione: «Non c’è niente di personale. Le confido un segreto: ho molta stima di Comi, che è anche mia collega come vicecoordinatore regionale. Bisogna smetterla di nascondere i problemi dietro queste prese di posizione pretestuose».
Marco Tavazzi

e.marletta

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