La cessione di Gergati è una scelta perdente

La cessione di Gergati è una scelta perdente

di Andrea Confalonieri

Da perfetti ignoranti diciamo che la cessione di Lollo Gergati non ci trova d’accordo. Forse andrà davvero a guadagnare di più in serie B, forse non sarà mai all’altezza per essere titolare in A1, forse era giusto risparmiare anche su poche migliaia di euro o forse ancora non era un elemento gradito a Recalcati, l’unico allenatore al mondo che annuncia in anticipo rispetto alla sua stessa società i giocatori non ancora acquistati. Troppi forse, però, non fanno una verità e allora non capiamo chi altri potrà mai alzarsi dalla panchina e lasciare il segno sulla partita in pochi minuti meglio di come faceva lui. Prima di tagliare anche il penultimo petalo di un’ormai sfiorita rosa varesina (rimane il solo Antonelli dopo gli addii a Passera e Martinoni) ci avremmo pensato un po’ su e un po’ più a lungo. Lollo Gergati non si riduce ai pochi punti di media partita realizzati l’anno scorso dopo essere stato a lungo fuori squadra (la fiducia e la capacità di fare sentire importante un giocatore, nel basket, non contano più per rendere al massimo?). Ogni sua frase, ogni suo canestro, ogni suo piccolo minuto

di gioco nella Cimberio, così come ogni decisione subita e mai rinfacciata, per noi hanno dentro più sangue e passione di quella che poteva essere contenuta nelle vene di tutti i compagni, Galanda e Cotani a parte. Lollo Gergati è quello che realizza il canestro della vita a tempo scaduto, è quello che segue Pillastrini fino alla morte tracciando un solco dove anche tutti gli altri sono poi costretti a passare, è quello che incarna così ferocemente l’amore della maglia da riuscire poi a trasmetterlo fuori anche quando scalda la panchina o si scalda in allenamento: al pubblico, ai titolari, agli avversari, agli sparring partner. Ed è anche quello che va a morire su ogni campo di calcio per tifare i biancorossi di Sannino: perché anche questo si chiama Varese. Per essere grandi non bisogna per forza chiamarsi Childress o Recalcati: puoi esserlo anche nelle piccole cose, nell’impatto e nella presenza, chiamandoti semplicemente Gergati. Tra una Varese con o senza di lui, noi sceglieremo sempre la prima. Perché è più umana o più vicina alle radici? No: perché, anche se di quel poco che però vale molto, è più vincente.

a.confalonieri

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