VARESE Crescono gli iscritti, crescono gli obiettivi.
Sono stati presentati questa mattina i dati del tesseramento 2011 nella provincia di Varese. Cifre che indicano un incremento degli iscritti alla nostra organizzazione anche nell’anno 2011. «Un risultato per nulla scontato considerata l’attuale situazione economica – ha commentato il segretario generale della Cgil di Varese, Franco Stasi – cresciamo non soltanto tra i pensionati, ma anche tra i lavoratori attivi e disoccupati». Significativo è il raffronto dei dati sui disoccupati: crescono di oltre il 20% nell’ultimo anno e, confrontati con i numeri pre-crisi, si registra un incremento di quasi il 125%. Un aumento sostanziale e particolarmente indicativo di una crisi che non accenna a diminuire nella nostra provincia.
«Per questo motivo non siamo disposti a toccare l’articolo 18 – ribadisce Stasi – perché in un momento di difficoltà diffusa come quello attuale non si può rinunciare a un deterrente rispetto a licenziamenti ingiusti o discriminatori. E neppure si può pensare di portare avanti una trattativa così importante come la riforma del mercato del lavoro con una pistola puntata alla tempia sui tempi». «Quello che preoccupa noi – aggiunge Antonio Ciraci della Segreteria provinciale – è la flessibilità in entrata. Ormai il “noiosissimo” posto fisso riguarda soltanto il 15-20% delle nuove assunzioni, tutte le altre sono forme precarie. Per questo secondo noi è prioritario, nella discussione sulla riforma, fare pulizia nella giungla di forme contrattuali in uso. Le eccezioni alla contrattazione collettiva devono essere poche e molto ben regolate, e il lavoro precario deve costare di più». Da sfatare, poi, il mito del divieto ai licenziamenti:«Nell’ultimo anno, soltanto nella nostra provincia i licenziamenti sono stati 4.304 – spiega Ciraci – mentre pochissimi i ricorsi all’articolo 18». «Quello che noi vogliamo tutelare è il licenziamento individuale ingiusto, discriminatorio – puntualizza Paolo Lenna, della Segreteria – non vogliamo fare passare il principio per cui si può tranquillamente mandare a casa un lavoratore, senza conseguenze».
Tornando alla presentazione dell’attività Cgil di Varese del 2011, «la gravità del momento è confermata anche dai dati sui servizi – osserva Marinella Magnoni, segretario organizzativo – i patronati Inca (assistenza socio-previdenziale) e gli uffici vertenze (assistenza legale) del centinaio di sedi Cgil distribuite nell’intera provincia varesina hanno incrementato la loro attività in maniera esponenziale dal 2008. Si tratta di un ulteriore segnale della crisi che non dà tregua».
«Sono questi dati e numeri che ci confermano non soltanto come la più grande organizzazione sindacale del territorio – conclude Stasi – ma come la principale agenzia sociale della provincia».
m.lualdi
© riproduzione riservata













