VARESE Si va a giocare in casa dell’ultima in classifica, ma è come se si andasse ad affrontare il Panathinaikos campione d’Europa in carica. Saremo estremi, ma questo è quanto suggerisce la ragione e la storia di una squadra che finora lontano da Masnago ha sempre mostrato la sua faccia più brutta. Si sono sprecati fiumi di parole per cercare di spiegare quello che sta dietro al cronico mal di
trasferta della Cimberio (nessuna squadra di serie A ha così tante sconfitte fuori casa), si è tirato in ballo l’atteggiamento sbagliato e si è parlato di debolezza mentale. In verità, forse, dovremmo iniziare ad accettare i limiti di questa squadra che se a Masnago ha sempre saputo fare cose meravigliose, in trasferta non è mai riuscita a trovare quella maturità che serve per vincere fuori casa. Le cose cambieranno? Forse.
Silurato Hurtt per fare posto a Weeden la squadra non potrà che migliorare, anche se noi continuiamo a pensare che per il salto di qualità decisivo ci vorrebbe un innesto sotto canestro (e non è detto che non arrivi). Le cose cambieranno? Speriamo: perché se l’andazzo continuerà a essere quello visto finora, i playoff resteranno un miraggio e la stagione della Cimberio verrebbe bollata come fallimentare. Le cose cambieranno? Recalcati giura di sì, i giocatori ne sono convinti: sarebbe bello vedere i primi segnali già oggi pomeriggio, contro una squadra infinitamente più debole di Varese ma terribilmente pericolosa perché affamata e rabbiosa (sì: l’esatto contrario della Cimberio vista contro Montegranaro).
Casale Monferrato è allenata da Crespi: un drago nel preparare le partite e motivare i giocatori, un guascone nel vivere i quaranta minuti dalla panchina, uno che è stato l’uomo all’ombra nei successi più belli del basket azzurro. Patirà l’assenza di un giocatore come Jenning, uno che viaggiava a 14 punti di media a partita: ma di sicuro troverà il modo per trasformare un’apparente disgrazia in un vantaggio motivazionale.
E Varese? Ha, come sempre, il destino nelle sue mani. Molto probabilmente dovrà fare a meno di Kangur (tegola, ma l’unico giocatore davvero insostituibile in questa squadra si chiama Teemu Rannikko), ma dovrà dare dei segnali diversi da quelli dati finora ogni qual volta è andata a giocare lontana dal sicuro nido del PalaWhirlpool. Ad aspettare questi segnali sono in tanti: società, tifosi. Quelli che oggi saranno a Casale per fare il tifo (gli ultras), quelli che arriveranno alla partita dopo una mangiata in compagnia (un bel gruppo di consorziati), quelli che soffriranno davanti alla televisione. Tutti quanti, indistintamente, hanno voglia e bisogno di far festa per una sera. Per tornare a pensare in grande.
Francesco Caielli
a.confalonieri
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