VARESE Una cinciallegra ha scelto di fare il nido nella scultura Totem di Vittorio Tavernari, che si trova all’ingresso del museo del castello di Masnago. «Sono tre o quattro anni che l’uccellino ritorna, si vede che si trova bene – racconta Rosalba Rosanelli, volontaria del museo – Credo che la scultura, grazie alla presenza del nido, possa davvero dirsi inserita nell’ambiente e che Tavernari ne sarebbe contento. È come se l’opera si fondesse con la natura, diventando tutt’uno con il contesto di cui fa parte».Ma non tutti la pensano allo stesso modo. Qualcuno, nel passato, aveva detto che sarebbe stato meglio rimuovere il nido perché la presenza di mamma cincia e dei suoi piccoli avrebbe potuto rovinare la statua dell’artista milanese. «Io per esempio non credo che sia un bene che la cinciallegra nidifichi lì – dice un altro volontario del museo – Ci sono tanti alberi, non vedo perché la cinciallegra debba scegliere una scultura, tanto più una scultura glaciale come Totem».Contraria all’idea della rimozione del nido Marisa, un’altra volontaria: «La cinciallegra dimostra che quella statua in un certo
senso richiama a sé la natura. Sarà per il calore del legno con cui è costruita, per la forma, per la posizione in cui è messa. Chissà se la cinciallegra sceglierebbe la stessa scultura se fosse posizionata in un posto differente o se fosse costruita con un altro materiale?». E chissà Vittorio Tavernari apprezzerebbe la scelta della cinciallegra? Con la scultura Totem, realizzata nel 1970, l’artista aveva voluto creare un idolo antropomorfo che, con le sue forme, giocasse con la luce. Probabilmente alcuni artisti contemporanei sarebbero entusiasti di questo rapporto simbiotico tra arte e natura. Pensiamo per esempio a Bill Viola, che sarà a Villa Panza venerdì per inaugurare la mostra “Reflections”. O Robert Irwin, l’artista che ha creato “Varese portal room”, la finestra che dialoga con il paesaggio. La raccomandazione per chi voglia andare a vedere l’opera, che a questo punto è diventata “Totem con cinciallegra”, è quella di tenersi a distanza per non disturbare la cova. E per non spaventare la cincia. I volontari del museo ci terranno aggiornati sulla schiusa delle uova e il volo dei piccoli.
s.bartolini
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