«La commessa urlava e lui tirava dritto». Tentato furto in corso. Rabbia e proteste

Il racconto di una varesina: «Usciva da Bialetti, un uomo l’ha fermato ma poi è sparito». Scioccante disinvoltura del ladro. I negozianti: «Adesso servono le telecamere»

– Tentato il furto alla Bialetti, ma commessa e passanti lo sventano. Il fatto è avvenuto ieri mattina, attorno alle 10.30, in corso Matteotti, salotto buono dello shopping varesino. «Camminavo con un’amica – spiegche si trovava a passare lì per caso – e ci siamo viste venire incontro, all’altezza dell’Arco Mera, un ometto piccolino di mezza età con un cappellino rosso e gli occhiali, in mano aveva una scatola». Alle spalle dell’uomo stava sopraggiungendo «una povera commessa che gli urlava di mettere giù la macchinetta». Poco prima, infatti, stando alle testimonianze, era entrato nell’esercizio apparentemente come un acquirente di una moka o di pentole.

La sua attenzione però si era focalizza su una macchina per il caffè e non appena la commessa ha rivolto l’attenzione a un altro cliente, l’uomo ha afferrato il manico dello scatolone che la conteneva, uscendo dal negozio. L’azione non è passata inosservata e, una volta allertata, la commessa non ha esitato a mettersi sulle tracce del presunto ladro. «Gli ripeteva di lasciare la scatola e lui andava avanti imperterrito. È avvenuto tutto in una manciata di secondi. Noi eravamo sbalordite, ma pronte a chiamare le forze dell’ordine. In quel momento però è sopraggiunto un signore, che forse arrivava dal negozio stesso, e gli ha intimato di lasciare la scatola dicendo d’essere un carabiniere, forse in pensione».A quel punto, come se niente fosse «ha appoggiato scatola a terra e ha proseguito tranquillo dileguandosi in pochi istanti».In quel momento il corso non era deserto, ma la disinvoltura dell’uomo fa presupporre che non fosse un novellino.

«È stata una situazione stranissima, da rimanere interdetti anche perché il signore non sembrava uno sbandato o un clochard, ma una persona normalissima da cui non aspetteresti un gesto del genere». Tant’è che in pochissimi si sono accordi di quanto accaduto anche tra i commercianti della zona, protagonista solo poco più di un mese fa di una serie di furti. «Al Golden Point – ricorda

, titolare di Trend – qualcuno s’è infilato nello sgabuzzino dove la commessa teneva la borsa portandole via tutto. E poi c’era stato il furto all’Erbolario. Non è successo niente di irreparabile, ma un po’ di timori si hanno magari per un eccesso di prudenza. Usiamo diversi accorgimenti e in più l’auto della Polizia passa sempre e fa piacere vedere se c’è qualcuno che controlla».

Probabilmente le telecamere funzionerebbero da deterrente. «Se davvero le vogliono mettere all’ingresso zona pedonale per chi chi entra senza permesso, potrebbero far desistere chi vuole rubare o fare danni. Dobbiamo essere tutelati». «Quando si ha un’attività commerciale, purtroppo i furti si mettono in conto – racconta, dell’omonimo negozio di fiori – Non è per il valore della merce in sé che dà fastidio, ma il fatto che te la facciano sotto il naso. Magari sono dei poveretti. Se rubano del cibo ha una logica, ma di una macchina del caffè cosa se ne fanno? Forse è stato uno cui se capita l’occasione, la sfrutta. Io però non mi sono mai sentito insicuro. Il corso è casa mia e le forze dell’ordine passano con sistematicità». «Meno male che abbiamo tutto sotto chiave – conclude Graziella Roncati Pomi, titolare di Swarovski- Carabinieri di quartiere e volanti passano spesso, più di così non possono fare. Staremo attenti. Quasi tutti i negozi hanno telecamere di servizio, ma sono poco efficaci. Quelle del Comune, ammesso che funzionino, sotto i portici non ci arrivano». «L’unico aiuto sarebbero quelle dei negozi vicini, tanto le registrazioni si cancellano ogni 12 ore e si registra sopra, ma impostate come sono servono poco a noi, figuriamoci alle forze dell’ordine per capire cosa successo».