La cugina varesina di Melissa «Non l’ha uccisa un pazzo»

VARESE Varese si stringe intorno a Simonetta Maria Luce Carluccio, la cugina di primo grado di Melissa Bassi, residente a Cavaria con Premezzo.«Ringrazio uno per uno tutti gli studenti per il calore e le manifestazioni in piazza – dice Simonetta – Se non ci fosse l’indignazione, il nostro Paese sarebbe peggio di quello che ci si immagina. La reazione che hanno avuto le persone, spontaneamente, è stata bellissima». Simonetta ha saputo di quanto era accaduto alla cugina sabato, mentre si trovava in un garden con il marito. Lui ha ricevuto una telefonata, l’ha portata fuori dal negozio e l’ha fatta sedere in auto. Poi le ha dato la notizia. «E’ stato un momento terribile – dice Simonetta – Ringrazio solo di averlo saputo così e non da internet o dalla tv». Quindi la partenza per Brindisi, con il primo aereo. «Siamo tornati domenica sera, prima del funerale, perché non pensavamo lo facessero tanto presto – continua Simonetta – Ci saremmo aspettati un funerale

di Stato, con il presidente Napolitano. E’ stato tutto troppo veloce: mia zia non ha neppure potuto partecipare tanto era sconvolta. Io ho dovuto seguire la cerimonia dal divano di casa». Simonetta non può sapere cosa sia davvero successo davanti all’istituto Falcone frequentato dalla cugina, ma su una cosa è certa: «Secondo me non è stato un pazzo a piazzare quegli ordigni. Anzi, l’idea che l’accaduto venga semplificato così mi dà fastidio. Quell’atto è stato pensato così tanto bene che non può essere stato compiuto da uno psicopatico. Se ha agito solo, sarà stato pagato da qualcuno. Forse il fatto che quell’uomo si sia fatto vedere davanti alle telecamere è un ulteriore affronto, come a dire: “mi potete vedere, ma non mi potete prendere”». Simonetta ci lascia anche un suo personale ricordo di Melissa, che era più giovane di lei di 15 anni: «una cucciola dolcissima, allegra, piena di vita. Noi cugini l’abbiamo sempre considerata così. Melissa aveva qualche cosa in più. Era speciale».

s.bartolini

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