Roma, 10 giu. (Apcom) – La Farnesina cambia pelle. La riforma del dicastero, voluta dal suo titolare, Franco Frattini, è arrivata in porto. Una riforma che “rivoluziona le strategie internazionali del nostro Paese” e serve “a consacrare l’idea politica di una diplomazia al servizio del sistema Paese”, spiega in un’intervista al Messagero il Ministro, che attribuisce la paternità dell’idea al premier: “L’idea nacque già nel 2002, quando Silvio Berlusconi mi affidò questo incarico e mi disse: non voglio vedere più i diplomatici con il tight che fanno pranzi e cene, voglio vedere manager che promuovono il marchio Italia nel mondo”.
Tecnicamente, con la riforma voluta da Frattini, le Direzioni generali non avranno più ripartizioni geografiche bensì tematiche: sicurezza, questioni globali, promozione del sistema-Paese, Unione europea. Ciascun Direttore generale avrà competenza complessiva mentre la visione settoriale spetterà ai Direttori centrali, veri e propri punti di forza dell’attività ministeriale.
“Punto saliente della riforma è la promozione della cultura italiana nel mondo”, precisa Frattini, rispondendo alle critiche che evidenziavano l’eccessiva priorità data all’economia.
Red/Fcs
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