La febbre suinasvuota i voli

MALPENSA (lr) Forse la vittima dell’influenza suina più vicina a noi è la già malconcia Malpensa se si considera che solo nei primi due giorni della settimana sono stati cancellati ben 9 biglietti su 10 tra quelli diretti in Messico. E defezioni sopra la media si sono notate anche sui voli verso gli Stati Uniti. Su questo fronte è stata la Camera di Commercio di Milano a fare i conti delle disdette, tentando di valutarne i danni

anche dal punto di vista economico: a rischio è circa il 10% del volume di affari delle agenzie di viaggio per un totale di circa 200 milioni di euro. E questo senza considerare i volumi di importazioni ed esportazioni se si considera che in Lombardia un’impresa su tre ha rapporti con il Messico che incidono per un quarto dei volumi totali di scambio per un totale di oltre 3 miliardi di euro (6 milioni solo nel Varesotto)

SITUAZIONE CRITICA
Già da lunedì il volo diretto Malpensa-Cancun è partito con una cinquantina di passeggeri a fronte delle oltre 260 prenotazioni. E questo prima che la Farnesina rendesse automatico il rimborso del biglietto (o del pacchetto di viaggio) dichiarando tutto il Messico una destinazione pericolosa (lunedì si era limitata a segnalare solo alcune regioni scatenando vibranti proteste da parte dei consumatori della Codacons). Intanto all’aeroporto è il presidio della Sanità aerea (Usmaf – ufficio sanità marittima, aerea e di frontiera) gestito direttamente dal ministero a fare i conti con la nuova fase di allerta, passata dall’Oms da 3 a 4 su una scala di 6. «In questa fase non è prevista la sorveglianza sui viaggiatori in partenza o in arrivo dal Messico», spiega Alberto Germani, medico del presidio. Dunque nessun controllo medico per chi arriva cui viene semplicemente consegnato un volantino informativo circa l’influenza suina, come evitarla e come riconoscere eventuali sintomi e quindi contattare il numero verde nazionale 1500.
Sono in tutto 3 le compagnie che volano sulla tratta Malpensa-Messico per una media di una partenza e uno o due arrivi al giorno, mentre sono ben 5 i vettori che collegano l’aeroporto a diverse città degli Usa e non solo i viaggiatori, ma anche qualche operatore nei giorni scorsi si è rivolto all’Usmaf  per avere informazioni sull’eventuale necessità di usare guanti e mascherine per ora considerati inutili.

e.marletta

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