MALPENSA Appena sbarcata in brughiera ha simulato un malore. L’ultimo estremo tentativo per evitare il carcere dove trascorrerà i prossimi 9 anni e 9 mesi. Mirella Ressa, 55 anni, insieme marito Roberto Rossi, 66 anni, sono arrivati mercoledì mattina ammanettati dalla Germania: lì la coppia di insospettabili insegnanti di Pieve Emanuele (Milano) si era rifugiata dopo la condanna per avere abusato sessualmente di due ragazzine tra il 2001 e il 2004. Secondo l’accusa, la donna, professoressa di matematica, e il marito, professore di greco in pensione, ricevevano a casa le alunne per le ripetizioni e approfittavano di loro. Un orrore andato avanti per tre anni. Un orrore ingigantito dalla storia personale di una delle due vittime, colpita dall’età di 10 anni da una serie di lutti in famiglia che ne hanno cambiato il carattere trasformandola in una bambina vulnerabile. Per la sua prof è stato un gioco da ragazzi conquistarne la fiducia e diventarne amica. L’insegnante chiamava la sua alunna “speciale” «piccolina» e una volta arrivata in terza media il loro rapporto è cambiato: «L’hanno progressivamente costretta – si legge nella sentenza dei giudici – a toccamenti e
baci in zone erogene del corpo, poi a subire rapporti orali da entrambi nelle zone erogene del corpo, infine nell’effettuare rapporti orali nelle zone erogene di entrambi». Orrore. Identico a quello subito dall’altra bimba che aveva conosciuto Mirella Ressa ai corsi di recupero di matematica e il marito perché le dava ripetizioni di grammatica, di latino e di greco. La ragazzina dopo alcuni mesi di abusi aveva raccontato tutto parlando persino dell’esistenza di foto e filmati con lei al centro delle attenzioni dei due.Prove schiaccianti per i giudici: inevitabile la sentenza di condanna. Ma la coppia di professori era sparita nel nulla. Di loro nessuna traccia, fino a sabato scorso quando sono stati scovati e arrestati a Düsseldorf. Ieri l’arrivo a Malpensa dove ad attenderli c’erano gli agenti della Polaria, con la donna che si sente male e viene subito visitata dal medico dell’aeroporto che esclude patologie gravi al punto da sconsigliarne la carcerazione: in poche parole, ha fatto finta di stare male, proprio come avranno fatto mille volte i suoi alunni per non andare a scuola.L’orco e l’orchessa adesso sono in cella: lei a Monza, lui a Opera.
e.romano
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