La Gallaratese come il Barcellona Azioni in regalo con l’abbonamento

GALLARATE Modello Barcellona per la nuova Gallaratese di Salvatore Marotta: tutti soci per rilanciare il calcio in città. Si chiama «Club dei Cinquecento» la novità che il direttore generale della Gallaratese Salvatore Marotta ha messo sulla rampa di lancio per rafforzare la compagine societaria e rinsaldare il legame del club biancoblù con la città dei Due Galli.Più che un azionariato popolare in embrione, si tratta di una proposta di “abbonamento sostenitore” confezionata appositamente per attrarre i gallaratesi che finora sono apparsi piuttosto freddi nei confronti dell’ambiziosa operazione-rinascita appoggiata finora da una cordata di imprenditori provenienti da fuori città. Chi aderirà al «Club dei Cinquecento», versando una quota che dovrebbe essere appunto di 500 euro, diventerà socio del sodalizio e avrà diritto non solo ad un abbonamento stagionale in tribuna centrale allo stadio delle Azalee, teatro delle partite del torneo di serie D, ma anche ad una serie di agevolazioni e sconti presso negozi e attività convenzionate. «E’ un’iniziativa che ho già sperimentato in passato in Svizzera – racconta il dg – là si chiamava Club dei 1000 perché chi aderiva versava mille franchi, qui pensiamo ad una quota da 500 euro, anche se i dettagli dell’offerta sono ancora da perfezionare».In questi giorni Marotta e il suo staff contano di chiudere una serie di convenzioni con operatori economici e

commerciali partner, tra cui anche l’azienda municipalizzata Amsc che sarà per un altro anno lo sponsor principale sulle divise biancoblù. «Il progetto che abbiamo messo in piedi è di lungo respiro – ricorda il direttore generale biancoblù, giunto alla Gallaratese a metà della scorsa stagione – puntiamo sui giovani e abbiamo intenzione di risvegliare la passione per il calcio dei gallaratesi. Questa è una città che ha grandi potenzialità e speriamo che possa rispondere positivamente alle nostre sollecitazioni». Tra le altre iniziative che hanno già segnato una decisa svolta in avanti, anche il campus giovanile lanciato nei mesi di giugno e luglio in collaborazione con un istituto privato di Gallarate, con cui tra l’altro è in piedi un progetto di “academy” per far conciliare sport e studio ai campioncini in erba. Tutte proposte che avvicinano la Gallaratese ai tanto decantati modelli sportivi inglese e spagnolo, senza dimenticare che – caso più unico che raro nel calcio italiano – il club ha uno stadio di proprietà, il Maino, anche se gli incontri casalinghi di campionato si disputeranno all’«Atleti Azzurri d’Italia» delle Azalee, su cui il Comune sta compiendo alcuni piccoli lavori di adeguamento per rispondere ai requisiti della Lega Nazionale Dilettanti. Alla fine però saranno come sempre i risultati e lo spettacolo sul rettangolo verde ad essere decisivi.Andrea Aliverti

f.artina

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