La Lega alle urne in massa Per il vertice si sfiora il tris

La Lega alle urne in massa Per il vertice si sfiora il tris

Ha rasentato l’80 per cento l’affluenza di militanti leghisti nella sede provinciale di via Magenta, alla chiusura delle urne alle 21 di ieri sera.
Quasi mille gli aventi diritto al voto, pochi meno quelli che si sono presentati tra le nove e le 21 per lo step preliminare al congresso provinciale: la votazione dei delegati, cioè coloro che voteranno i candidati alla segreteria e il nuovo direttivo.

Dalle urne oggi usciranno i nomi di 320 delegati, uno ogni tre militanti, rappresentativi delle varie anime della Lega che convivono in tutte le sezioni in proporzione variabile. Una trentina circa, o forse qualcuno in più, i delegati che manderà la sezione del capoluogo che è andata a congresso un paio di settimane fa.
Il congresso provinciale vero e proprio invece non è ancora stato convocato. Sarà quasi sicuramente entro la prima metà di ottobre e con buona probabilità domenica 9, ma poco altro si sa sul prossimo futuro della segreteria del Carroccio.

È tutt’altro che deciso se ci saranno uno, due o addirittura tre candidati. Quest’ultima l’ipotesi meno probabile, ma al momento non da escludere. Il candidato unico è invece la soluzione che vorrebbero un po’ tutti, dalla base ai vertici. La difficoltà è arrivarci. Forse più ancora che nelle correnti interne, l’ostacolo va cercato nelle persone che si vorrebbero presentare che non sempre vanno a genio ai militanti.
Oltre che di presentare la candidatura, però, gli aspiranti segretari devono preoccuparsi di prendere i voti.

Per ora si sono fatti avanti in due, che stanno già girando per le sezioni e prendendo contatti con i militanti: il sindaco di Cadrezzate Maurilio Canton e il responsabile organizzativo Donato Castiglioni, detto anche “l’anti-Candiani” perché la sua candidatura sarebbe alternativa a quella dell’attuale segretario Stefano Candiani.

Qualcuno sul fronte maroniano (si diceva anche lo stesso Maroni fino a pochi giorni fa) invece vorrebbe riproporre Candiani candidato unico, ma pare un’ipotesi poco probabile: appoggiato fino ad ora da Roberto Maroni e Giancarlo Giorgetti, in diverse sezioni non è ben visto dalla militanza. Castiglioni, al contrario, avrebbe i numeri: difficile si tiri indietro. Sempre come segretario unico, in alternativa a Candiani e con un passo indietro di Castiglioni, girano i nomi di Leonardo Tarantino e Alessandro Vedani.

e.besoli

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