La Lega insulta Napolitano Bufera in consiglio a Varese

VARESE «Napolitano pezzo di merda». L’epiteto offensivo è stato scritto sulla bacheca del profilo Facebook della Lega Nord di Varese, dal gestore della pagina, verso le 13.30 di giovedì (nella foto che riportiamo si vede la datazione indicare l’inserimento del post dieci ore prime; il file fotografico è stato infatti salvato alle 23.30). Il commento offensivo recitava esattamente: «Dillo a quelli che tutti i giorni si ammazzano!!! Pezzo di merda!!!» e veniva “giustificato” con il link a un articolo di Libero dal titolo: «Napolitano: “Crisi? Gli italiani non sono esasperati”». La presenza dell’offesa su internet è stata svelata dal consigliere comunale del Pd Andrea Civati, durante la seduta degli eletti di giovedì sera. «Un fatto increscioso – ha detto Civati – che evidenzia ancora una volta come la Lega faccia della violenza verbale e del mancato rispetto delle istituzioni non solo una metodologia, ma un motivo di vanto». Il discorso è stato infatti affrontato durante la trattazione della mozione del Pd contro la scritta sul muro, fatta dai Giovani Padani, contro il presidente del Consiglio Mario Monti. E proprio il premier varesino è stato oggetto, mercoledì, di minacce di morte, rivolte a lui e alla moglie attraverso una lettera anonima giunta alla redazione del nostro giornale, il cui resoconto è stato pubblicato sull’edizione di giovedì. Insomma, sono giorni di alta tensione politica, con Varese epicentro di insulti e minacce alla prima carica dello

Stato e alla prima del Governo. Tuttavia sembra che l’insulto rivolto al presidente della Repubblica non sia stato un atto premeditato, ma un’intemperanza del webmaster, un semplice scivolone. Alla notizia della presenza della frase sul social network, il segretario della sezione varesina della Lega Marco Pinti, che stava seguendo la seduta consiliare, ha subito telefonato al militante e gli ha intimato di rimuovere l’insulto. La frase, nel giro di dieci minuti, tra le 23.30 e le 23.40, è scomparsa. Dopodiché è riapparso il link all’articolo senza alcun commento. Pinti ammette comunque il fatto. «Una frase inelegante – dichiara il segretario – che ho subito provveduto a far rimuovere appena venutone a conoscenza. Tuttavia, me ne assumo la responsabilità e ora aspetto con trepidazione l’incriminazione per vilipendio delle istituzioni di questo Stato oppressore».Insomma, sulla linea di difesa anche dei tre giovani padani denunciati per la scritta, i leghisti recriminano contro la facilità con cui si può essere denunciati per vilipendio. Diverso invece l’approccio del sindaco Attilio Fontana. Il quale, resosi conto della gravità dell’insulto verso il Capo dello Stato, che un anno fa aveva accolto in visita a Varese, ha subito preso le distanze in consiglio comunale. «Se qualcuno ha scritto un insulto al presidente della Repubblica – ha dichiarato Fontana davanti all’assemblea degli eletti – Mi dissocio dal gesto ed esprimo la mia condanna, oltre che le nostre scuse al presidente». Marco Tavazzi

s.bartolini

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