La Lega Nord le canta al sindacosu Amsc, sicurezza e opere pubbliche

GALLARATE Il 2008 secondo il Carroccio. Anche la Lega Nord, così come il sindaco Nicola Mucci, ha convocato una conferenza stampa per stilare un bilancio sull’anno che sta per chiudersi. Ma soprattutto per rispondere alle accuse mosse nei suoi confronti proprio dal primo cittadino.

L’anno che volge al termine «ci ha portato grandi soddisfazioni dal punto di vista elettorale, alle provinciali ci ha votato un gallaratese su quattro, cosa che non accadeva dal 1997», ha ricordato il segretario Luciano Mazzone. Notizie meno positive sul fronte amministrativo. «Leggendo le dichiarazioni di Mucci ci siamo chiesti se viviamo nella stessa Gallarate». I tasti dolenti, per i padani sono questione islamica,  videosorveglianza, asili nido e schiamazzi notturni: saranno denunciati in volantini distribuiti nei primi mesi del 2009.

I leghisti contestano la gestione delle opere pubbliche, «settore in cui si privilegiano gli interventi che danno visibilità, come gli autosilo, e si dimenticano questioni che riguardano la quotidianità dei gallaratesi, come gli asili nido».C’è poi la vicenda di Amsc. «Condividiamo il larga parte la posizione espressa sulla questione dal Pd», ha affermato Mazzone, «la realtà dei fatti lascia poco spazio alle interpretazioni. La varesina Aspem è stata corteggiata da grandi operatori, Amsc sembra invece una pecora nera che nessuno vuole: per tutto questo un motivo ci sarà. L’unico modo per sgombrare

il campo dalle polemiche è un sano passo indietro della politica cui corrisponda un’iniezione di managerialità».Quella di Prealpi Servizi è una questione che ha voluto chiarire il commissario provinciale Stefano Candiani. «La scelta è avvenuta a livello provinciale, abbiamo chiesto al segretario gallaratese il sacrificio di impegnarsi in questa realtà, con il ruolo dell’acqua santa di fronte al diavolo». L’amministratore di Prealpi Servizi è lo stesso Nino Caianiello, uomo di punta di Forza Italia, da sette anni presidente di Amsc. Nessuna cadrega, dunque, per una Lega che intende restare all’opposizione.

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