La Liberazione «lutto nazionale» E l’Anpi prepara la denuncia

VARESE «Lutto nazionale». Questo il messaggio scritto su uno striscione appeso ieri, giorno della Liberazione, sul ponte pedonale tra via Bixio e via Magenta: l’Anpi di Varese è pronta a sporgere denuncia per vilipendio alla Costituzione.Lenzuolo bianco e lettere nere a caratteri cubitali: impossibile non leggerlo per chi entrava in città dall’autostrada o transitando da largo Flaiano. Eppure lo striscione è rimasto appeso per ore, tutta la mattina sino al primo pomeriggio. «In questa città manca accuratezza, in questo caso anche da parte nostra e delle altre forze democratiche non sufficientemente attente» hanno commentato i responsabili dell’associazione partigiani.Erano anni che non succedeva una cosa del genere. Da tempo ormai il 25 aprile viene festeggiato senza polemiche in città «ma di escrementi sono piene le strade e non sempre i netturbini fanno in tempo a ripulirle» dichiarano dalla presidenza dell’Anpi provinciale che non ha intenzione di minimizzare l’accaduto. «É vergognoso – protesta Alessandra Pessina, responsabile della sezione cittadina di Anpi – Con la Liberazione si festeggia la nascita della nostra Italia libera e democratica. A che

nazione si riferiscono gli autori dello striscione? – si chiede – Il 25 aprile si celebra la rinascita di questo Paese, il lutto semmai è per chi ha appeso quello striscione, legato a una realtà sconfitta. Sconfitta nel passato, nel presente e nel futuro».L’associazione partigiani è determinata ad andare sino in fondo, non solo sull’episodio singolo, per cui questa mattina sarà sporta denuncia contro ignoti (chissà che gli occhi elettronici di largo Flaiano non abbiano ripreso gli autori), ma anche sull’analisi del contesto in cui è nato un simile affronto alla Resistenza.«Non è più tempo di essere buonisti, comprensivi o minimizzare l’atteggiamento di quei personaggi con ruolo pubblico che continuano a strizzare l’occhio al fascismo», dicono i responsabili di Anpi citando quale esempio negativo la recente iniziativa dell’assessore Stefano Clerici in onore di un filosofo fascista. «Di tempo per studiare e capire la storia d’Italia e della Resistenza ce n’è stato abbastanza – affermano – Non è più tollerabile l’atteggiamento di chi ancora diserta le celebrazioni del 25 aprile perché la giudica una festa di parte».

s.bartolini

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