GAVIRATE «La mafia esiste e si espande anche al nord, in Lombardia, a Milano e anche a Varese; è un problema che riguarda tutti noi ma che possiamo sconfiggere». Parola di Pablo Trincia, volto noto della famosa trasmissione televisiva «Le Iene», ospite ieri mattina all’istituto superiore «Edith Stein» di Gavirate. Con lui per parlare agli studenti c’era anche Costantino Margiotta, palermitano di nascita ma besozzese di adozione, editore e scrittore, nonché autore del programma di Italia Uno. Le scuole di Gavirate si dimostrano particolarmente sensibili sul tema della lotta alla mafia; Maria Falcone, sorella del giudice trucidato nel 1992, era stata ospite alle medie soltanto alcune settimane fa. «Mafia è anche ragionare in un certo modo – ha proseguito Pablo Trincia – la mafia è un nostro problema; i giovani, gli studenti possono vincerla, usando la testa e lo spirito critico». Lo Stato, secondo Trincia, fa troppo poco. «Da quando è morto Falcone, nessun governo ha voluto combattere realmente la mafia; la polizia non ha nemmeno i soldi per pagare la benzina delle volanti» ha sottolineato «La Iena». La penetrazione della mafia al nord, in Lombardia in particolare, è stata in certo
senso scientifica da parte di Cosa Nostra, come la mappa mostrata da Margiotta dimostra, in cui si vede come le varie «famiglie» si siano spartite il territorio lombardo. Varese e la sua provincia non fanno eccezione come hanno dimostrato gli arresti di qualche giorno fa. «Le famiglie mafiose sono purtroppo molto radicate anche da noi – ha detto Margiotta, autore di un libro fotografico molto bello ma altrettanto crudo nelle immagini – in particolare nel settore degli appalti in vista di Expo 2015 e anche nello spaccio di stupefacenti». L’autore de «Le Iene» ha messo in guardia gli studenti di quarta e quinta superiore che hanno affollato l’auditorium. «La mafia è anche qui da noi – ha detto Margiotta – e dobbiamo essere noi per primi a dire no e a combatterla; non bisogna dimenticare che se compriamo dell’erba per farci uno spinello e una pasticca fuori dalla discoteca, i soldi vanno direttamente alla mafia». La scuola può svolgere un ruolo determinante come hanno sottolineato la professoressa Mariangela Bina, organizzatrice dell’incontro e Francesca Maria Franz, dirigente scolastico dello «Stein». «E’ l’educazione che sconfiggerà davvero la mafia, non le armi» ha affermato Franz.
b.melazzini
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