– Fissare i tre punti principali del suo programma elettorale è un’occasione valsa a Davide Galimberti anche per tirare stoccate – dure e poco fraintendibili – ai suoi avversari nella corsa alla poltrona di sindaco, nonché per dichiarare tutta la sua fiducia verso i risultati delle urne: «Si sta facendo strada nei cittadini la voglia di farcela fin dal primo turno ed io percepisco questa sensazione. Varese ha il desiderio di cambiare, di eliminare l’etichetta leghista che offende il suo nome in tutta Italia».
Non le manda a dire il candidato del centrosinistra alla vigilia del “silenzio”, animato da un’urgenza di sintesi che permetta di chiarire «che i candidati non sono uguali. In questa campagna elettorale non abbiamo detto tutti le stesse cose: i programmi sono una cosa seria, non un documento emendabile che alcuni avversari hanno scopiazzato, rendendosi conto che i loro non possono far altro che proporre una continuità con i 23 anni precedenti. Ecco, Varese merita qualcosa di più». Il riferimento è a quello che lui definisce «il candidato della Lega Nord»: «Ci ha copiato la proposta di rimodulare la tassa dei rifiuti in base al consumo e oggi (ieri ndr) ha parlato del compenso del sindaco. Io ribadisco la nostra idea: quanto percepirò verrà deciso dai cittadini attraverso un referendum online e valutato in base all’effettivo andamento della mia amministrazione. Fare il sindaco significa assumere un impegno 24 ore su 24, si tratta di un lavoro a tempo pieno: uno che annuncia la volontà di devolvere il proprio stipendio in beneficenza mi preoccupa, perché temo metterà nel ruolo un impegno inferiore». Non è la prima stoccata a Paolo Orrigoni e non sarà l’unica. Prima, però, Galimberti tiene a fissare tre aspetti cardine della sua eventuale azione futura: «Il primo ha a che fare con la partecipazione – afferma – Continueremo il dialogo con i varesini: siamo partiti dai quartieri e lì torneremo per fissare il nostro cronoprogramma. La chiave di volta per la città sarà un’amministrazione finalmente seria in tal senso: istituiremo il giorno settimanale di libera udienza del sindaco, aperto a ogni cittadino, e faremo le riunioni di giunta itineranti, ogni mese in un quartiere diverso».
Secondo punto, i tempi: «Vanno garantiti tempi certi a cittadini e aziende. Non si può impiegare anni a portare a termine un’iniziativa. Tale concetto comporta un’assunzione di responsabilità per chi governerà, sia a livello politico che dirigenziale: coloro che non ottempereranno il programma dovranno pagare, perché vogliamo portare la meritocrazia all’interno del Comune di Varese». Terzo concetto: la competenza. E qui, a sorpresa, Galimberti consegna alla stampa due documenti, due verbali su carta intestata di Palazzo Estense con destinatari il consigliere comunale Giacomo Cosentino e l’assessore ai Lavori Pubblici Riccardo Santinon, entrambi candidati con “Fratelli d’Italia-Varese Cresce”: uno accerta la violazione delle leggi in materia di propaganda da parte di Cosentino per aver parcheggiato la sua 500 elettorale in spazi pubblici; l’altro rende conto dell’apertura di un procedimento amministrativo nei confronti di Santinon per un gazebo posizionato in via del Cairo. Il commento è sferzante: «Non sanno nemmeno montare un gazebo elettorale, né comportarsi in maniera corretta. Entrambi vogliono tornare a governare: io penso che Varese meriti qualcosa di meglio». La chiosa è per i “delusi” del centrodestra: «Inerzia e incapacità della precedente amministrazione li spingeranno a prendere atto del fallimento e a non farsi ingannare un’altra volta. Amministrare una città è una cosa seria».













