VARESE – È stata una partita dalle due facce quella andata in scena a Masnago. Per oltre metà gara Varese ha mostrato carattere, ritmo e personalità, mettendo alle corde una Venezia costruita per vincere. La Openjobmetis ha toccato il massimo vantaggio sul +19, sembrando in pieno controllo del match e capace di reggere l’urto fisico e tecnico degli orogranata. Poi, all’improvviso, il vuoto.
In pochi minuti l’equilibrio si è capovolto: la Reyer ha trovato precisione al tiro, Varese ha perso lucidità e il parziale ospite ha completamente ribaltato l’inerzia. Da quel momento in poi i biancorossi non sono più riusciti a reagire, pagando scelte affrettate, rotazioni ridotte all’osso e una evidente difficoltà a proteggere il ferro. Venezia ha dominato a rimbalzo, costruendo gran parte della rimonta proprio da seconde opportunità e transizioni veloci.
Il pubblico di Masnago, ancora una volta numeroso, ha vissuto sulle montagne russe: entusiasmo contagioso nei momenti migliori della Openjobmetis, silenzio e incredulità quando la partita è scivolata via. Non sono mancate proteste per alcune decisioni arbitrali discutibili, ma il vero nodo resta la gestione dei momenti chiave, quando Varese avrebbe dovuto rallentare, controllare il ritmo e chiudere le linee difensive.
A livello individuale, buone le prove di Alviti e Renfro, determinanti soprattutto nel primo tempo. Più in ombra Iroegbu, sempre più nel mirino delle difese avversarie. Il caso Moore, tolto dal campo dopo minuti di qualità, apre interrogativi che la società dovrà chiarire.
Il film della partita è chiaro: avvio equilibrato, secondo quarto di grande intensità difensiva che porta Varese avanti all’intervallo, terzo periodo con il massimo vantaggio biancorosso e poi il tracollo. Venezia ha alzato il livello, Varese si è sciolta e nel finale gli ospiti hanno amministrato senza rischi.
Il 94-106 certifica una frenata preoccupante per la squadra di Kastritis, chiamata ora a reagire in una trasferta delicatissima come quella di Milano. Se Varese vuole tornare competitiva ad alto livello, dovrà ritrovare solidità mentale, protezione a rimbalzo e rotazioni più lunghe. Il talento c’è, ma senza equilibrio non basta.
Il tabellino
OPENJOBMETIS VARESE – UMANA VENEZIA 94-106
(25-31, 59-49, 77-84)
VARESE: Iroegbu 8 (4-14, 0-1), Moore 5 (1-3, 1-4), Alviti 22 (2-3, 6-9), Nkamhoua 10 (1-3, 1-4), Renfro 20 (8-9, 1-1); Stewart 16 (4-7, 2-8), Assui (0-2), Librizzi 13 (5-6, 1-4), Ladurner, Freeman (0-1 da 3). Ne: Villa, Bergamin. All. Kastritis.
VENEZIA: Cole 18 (3-7, 2-3), Valentine 19 (2-5, 5-7), Wheatle 16 (1-3, 3-7), Wiltjer 12 (1-2, 3-8), Horton 20 (9-17); Tessitori 4 (1-1, 0-1), Lever 9 (2-3, 1-1), De Nicolao (0-1 da 3), Candi 2 (1-1, 0-3), Parks 6 (3-7, 0-1). Ne: Janelidze, Eramo. All. Spahija.
ARBITRI: Sahin, Valleriani, Miniati.
NOTE. Da 2: Va 28-53, Ve 23-46. Da 3: Va 11-30, Ve 14-32. Tl: Va 5-8, Ve 18-22. Rimbalzi: Va 33 (11 off, Stewart 7), Ve 52 (18 off., Horton 13). Assist: Va 24 (Iroegbu 8), Ve 27 (Cole 7). Perse: Va 4 (Nkamhoua 3), Ve 16 (Cole 4). Recuperate: Va 10 (Moore 5), Ve 4 (4 con 1). Usc. 5 falli: Librizzi. F. tecnico: Kastritis, Cole, Librizzi. Spettatori: 4.532.













