VARESE Gli impiegati della sede varesina di Equitalia, in piazza Repubblica, si trincerano dietro un «no comment» che dice molte cose.Già da qualche tempo affrontano ogni giorno la tensione crescente tra gli utenti, ma la busta con tre proiettili calibro 9 intercettata alle Poste di Milano-Quarto Oggiaro nel pomeriggio di lunedì è davvero troppo.Gli utenti in coda agli sportelli hanno gli atteggiamenti più vari. C’è chi, come Francesco Landi, capisce la situazione, perché «fanno un lavoro difficile, soprattutto in questo periodo. Io al loro posto mi sarei dato malato».Ma c’è anche chi, come Paolo Barducco, dice: «Mi dispiace per gli impiegati, ma gesti dimostrativi di questo tipo possono servire a far capire ai politici che è il momento di cambiare le cose, e in fretta. Perché non ce la facciamo più, la gente è stanca e sempre più in difficoltà per la crisi, e quando si vede arrivare la cartella esattoriale non ragiona più».Certo, tutti condannano la violenza, ma l’esasperazione tra la gente in fila per chiedere di rateizzare le tasse è palpabile. Di riflesso, la tensione degli operatori cresce. Perché la lettera intercettata a Quarto Oggiaro era diretta proprio qui, in piazza Repubblica: tre proiettili accompagnati da un biglietto anonimo con una scritta sibillina «questi sono tanti quanto il popolo sovrano». La Digos di Milano sta indagando, ma è difficile, con così pochi elementi, anche solo fare ipotesi sul mittente. Certo è che Varese non è la sola città in cui l’agenzia di riscossione è sotto tiro: da Napoli venerdì, dove la sede
è stata presa d’assalto, fino alle minacce di ieri a Firenze, in tutta Italia l’agenzia sta subendo attacchi pesanti.Chi difende i lavoratori di Equitalia sono i sindacati. «Le agenzie di riscossione delle tasse stanno diventando il capro espiatorio della crisi in Italia – dice Michele Gaglione di Cisl Fp – non fanno altro che applicare le leggi vigenti: gli accertamenti non partono da Equitalia, loro ha il compito peggiore, quello di riscuotere i pagamenti».L’emergenza sicurezza è sentita eccome tra gli impiegati varesini: «Anche in via Frattini e in piazza Repubblica si sta pensando di proporre una guardia giurata che presidi l’ingresso – racconta Gaglione – come già c’è all’Inps di via Volta. Questo però non ha impedito, qualche tempo fa, che un utente esasperato se la prendesse con gli impiegati allo sportello, e spedendone uno al pronto soccorso con venti giorni di prognosi. Un segnale bruttissimo di un rapporto che si sta deteriorando con l’utenza, e non per colpa di chi lavora ogni giorno agli sportelli, mettendoci impegno e umanità».D’accordo con lui Gabriella Sierchio di Fp Cgil: «Quando Luigi Martinelli ha preso d’assalto la sede dell’Agenzia delle Entrate a Romano di Lombardia i lavoratori varesini hanno seguito con apprensione la vicenda. Erano spaventati dai commenti dei lettori, troppo spesso favorevoli al sequestratore».Gli sportelli delle agenzie di riscossione, insomma, stanno diventando sempre più simili a trincee, con gli impiegati come i fanti di prima linea contro la rabbia dei cittadini. «Non sono certo i lavoratori delle agenzie quelli che stanno portando gli Italiani al fallimento».
s.bartolini
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