La preghiera di Busto “Salva le nostre aziende”

La preghiera di Busto “Salva le nostre aziende”

BUSTO ARSIZIO In oltre 200 pregano per le aziende e i posti di lavoro. «In questo momento di crisi è necessario ribadire l’importanza del lavoro, che crea un indotto virtuoso per la famiglia, la dignità della persona, la realizzazione personale e la promozione sociale» Così monsignor Angelo Brizzolari ha aperto la Veglia per il lavoro che si è tenuta ieri sera nel cuore della zona industriale, in via Baden Powell. Un’occasione che ha riunito nel capannone centrale della “Cavelli”, tra i macchinari e i tessuti emblema della tradizione tessile di Busto, lavoratori e imprenditori: industriali dell’Univa e gli operai in cassa integrazione, così come i pensionati, i lavoratori stranieri, i precari e i disoccupati. Una zona industriale affollata, come purtroppo

non si vede sempre di questi tempi. Ieri prima della Veglia si respirava un’atmosfera tutt’altro che fiduciosa: poco via vai, poche auto e pochi camion, che significano poco lavoro. Tantissimi, nel triste bilancio della cittadella della produttività, sono stati i lavoratori cassintegrati, e i capannoni messi in vendita. Il commento che, ieri mattina, circolava con maggiore insistenza suonava più o meno così: “Ormai possiamo solo affidarci al Creatore”. «Purtroppo si sta peggiorando – allarga le braccia Andrea Bellotti, uno dei titolari della Bellotti Eligio Sas, che produce impianti idraulici e lattoneria – in quarant’anni di attività non ci siamo mai rivolti a un avvocato, ora invece abbiamo aperte diverse cause per consegne non pagate. Tanti condividono questa preoccupazione.Laura Campiglio

m.lualdi

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