La Regione allenta il “patto” Boccata d’ossigeno per i Comuni

La Regione allenta il “patto”
Boccata d’ossigeno per i Comuni

Patto di stabilità regionale, «una boccata d’ossigeno» per i nostri Comuni. La Regione fa la sua parte, ora si attende che lo Stato batta un colpo.

«In Lombardia otto miliardi e mezzo di euro fermi per i vincoli del patto. Potrebbero far ripartire la nostra economia» fa notare il sindaco di Varese e presidente di Anci Lombardia .

Ieri al Pirellone Fontana ha “incassato” dall’assessore regionale un assegno virtuale da 212 milioni di euro, che potrebbero arrivare a 250 entro giugno: sono gli spazi di manovra per il patto di stabilità distribuiti dalla Regione ai Comuni lombardi, che si tramuteranno in nuove opportunità di investimento nei bilanci comunali in fase di predisposizione per l’anno 2014.

A beneficiare di questo “bonus” – non sono soldi stanziati, ma maggiori possibilità di spesa rispetto ai vincoli di spesa del patto di stabilità – saranno una novantina di Comuni della provincia di Varese, quelli sopra i mille abitanti che sono sottoposti alle regole del patto (non tutti però ricevono il “bonus”), più l’amministrazione provinciale.

Si tratta di cifre che vanno dai duemila euro di Maccagno ai due milioni e 775mila euro di Busto Arsizio. La distribuzione dei fondi però non è proporzionale in base al numero di abitanti, ma dipende in parte dalle disponibilità negli avanzi di bilancio e in parte da una serie di altri parametri, tutti concordati tra Regione e Anci anno dopo anno. Il capoluogo Varese riceverà «una boccata d’ossigeno», come la definisce il sindaco Fontana, di un milione e 180mila euro. Curiosamente meno di Gorla Maggiore, che aprirà nuovi spazi di manovra per oltre un milione e 250mila euro.

Tra gli altri, troviamo Gallarate a quota 464mila euro, Saronno a 365mila, Cassano Magnago a 189mila e Malnate a 129mila.

Anche Comuni medio-piccoli ricevono bonus molto sostanziosi, come Travedona Monate (325mila), Mornago (224mila), Bisuschio (281mila) e Comerio (269mila). La Provincia invece è la meno “premiata” tra gli enti intermedi: 1,4 milioni.

«Noi rinunciamo a spendere questi soldi per aiutare Comuni e province che hanno difficoltà a spendere a causa dei vincoli imposti dal patto di “stupidità” – spiega l’assessore regionale all’economia Massimo Garavaglia – non è una novità, ma è una novità riuscire a mantenere questo strumento in queste dimensioni nonostante i folli tagli del Governo nei confronti delle Regioni».

Il numero uno dei sindaci lombardi, Fontana, conferma la critica nei confronti dell’esecutivo romano: «Non hanno nemmeno tolto il patto ai Comuni sotto i cinquemila abitanti, che si poteva fare senza creare contraccolpi. Se si allentasse questo meccanismo, i Comuni in pochi mesi potrebbero rimettere in circolo risorse vitali per l’economia».

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