La rinascita del "Tessile"parte dalla pista di ghiaccio

BUSTO ARSIZIO Pienone fuori stagione per il parco del Museo del Tessile. L’area verde si risveglia a dicembre, nel cuore dell’inverno, proprio quando il gelo addormenta gli altri giardini cittadini. Il freddo di questi giorni, invece, in via Volta è una manna. Lo sanno bene i pattinatori, non solo bustesi ma provenienti da tutta la Valle, che nel fine settimana prendono letteralmente d’assalto la pista di pattinaggio, fiore all’occhiello del Paese di Natale che ogni anno trasforma il parco in un’attrazione gettonatissima.

«Il bilancio di quest’anno, dal primo riscontro, è più che positivo – osserva l’assessore alla promozione del territorio, Ivo Azzimonti – anche perché le temperature sono perfette per il buon funzionamento della pista». Una struttura che, assicurano gli appassionati, non ha rivali in provincia di Varese: «Il pattinaggio sul ghiaccio mi è sempre piaciuto – spiega la gallaratese Clara Bellora sfilandosi i pattini – e di piste ne ho viste un bel po’: escludendo Milano, da queste parti non ci sono strutture altrettanto grandi. Ed è un peccato, perché pattinare in uno spazio ristretto è frustrante». Molto apprezzato anche il fatto che la pista chiuda a febbraio inoltrato, con il disgelo: «Meno male che la Befana non si porta via anche quella – scherza il bustese Emanuele Alessi – mi aspettavo che la struttura chiudesse dopo il 6 gennaio, come il resto del Paese di Natale: mantenerla è un modo per diffondere uno sport bellissimo e misconosciuto». E anzi, Alessi fa sapere anche di “fare il tifo” per il palaghiaccio di Beata Giuliana, che sembra essere finito nel dimenticatoio.

Ma il parco del Museo, in queste settimane, non è soltanto la meta degli sportivi: anche quest’anno sono stati moltissimi i bustesi, per lo più famiglie con i bimbi al seguito, che hanno visitato il mercatino di Natale e le altre attrazioni dedicate alla festa più bella dell’anno. E’ un po’ la rivincita dicembrina di un’area verde che durante la bella stagione non brilla certo per essere una delle più apprezzate della città: «In effetti, d’estate non ci veniamo mai – ammette una giovane mamma che tiene per mano i suoi figli, Riccardo e Simone – il giardino mi dà l’impressione di essere tenuto male, e forse frequentato peggio». Concorda un papà: «Ci sono tanti ragazzini con i

loro motorini fracassoni, e basta guardare i continui vandalismi all’entrata sul retro per capire che questo non è un posto per famiglie. Tanto più che i giochi per i bambini sono sempre rotti». Niente a che vedere, insomma, con il periodo natalizio, quando il giardino si trasforma in un capolavoro di atmosfera: «Basterebbe un po’ più di cura anche il resto dell’anno – conclude Angela Zocchi – non solo per il parco, ma anche per il Museo del Tessile: in un edificio così grande si potrebbero organizzare mostre e iniziative di richiamo. E invece il castello è sempre uguale a sé stesso. E quando ci si passa di sera, il suo profilo appare perfino un po’ sinistro». Laura Campiglio

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