Alla sede del settimanale satirico francese Charlie Hebdo, a Parigi, c’è stata una sparatoria intorno alle 11.30. La polizia francese ha confermato che ci sono dodici morti e circa 20 feriti feriti: quattro di loro sono in gravi condizioni. Secondo alcuni siti di news, tra cui Associated Press, due delle persone uccise sono dei poliziotti e una è un giornalista. Tra le persone ferite, scrive Le Figaro, c’è il disegnatore Charb (Stéphane Charbonnier). Almeno altre 40 persone sono state invece portate in salvo. Le informazioni però sono ancora frammentarie e la conta dei morti potrebbe essere in aumento.
La situazione è comunque ancora molto confusa. Secondo diversi quotidiani alcuni uomini incappucciati vestiti di nero (sembra che fossero due o tre) sono entrati e hanno sparato con dei kalashnikov. Non sono riusciti a salire ai piani superiori dell’edificio e c’è stata anche una sparatoria con degli agenti di polizia. Le Monde scrive che gli attentatori non sono stati arrestati e che sono riusciti a fuggire su un’auto nera. Nel video si sente distintamente urlare “Allahu Akbar”:
La sede del giornale si trova in Rue Nicolas Appert, nell’undicesimo arrondissement, poco a nord di Place des Vosges e di Bastille. Ogni mercoledì alle 10 si tiene lì una riunione di redazione: erano dunque presenti più persone del solito. Il quartiere è stato bloccato dalle forze dell’ordine. Il presidente Hollande è arrivato alla sede di Charlie Hebdo e sta parlando alla stampa: ha detto che il
numero dei morti potrebbe salire e che quello di oggi è stato un “attentato terroristico”. Ha anche convocato una riunione interministeriale per oggi alle due. Nell’Ile de France il livello di allerta contro il terrorismo è stato portato al livello “minaccia imminente di attentato” e le sedi dei media, i grandi magazzini e i luoghi di culto si trovano da ora sotto “una maggior tutela”.
un 2e blesse grave est sorti #CharlieHebdo pic.twitter.com/sNVBnLqqvh
— yve cresson (@yvecresson) 7 Gennaio 2015
Close up photo of shooters: http://t.co/FDV78sRBBj pic.twitter.com/AfT2S68TXX
— Guido Fawkes (@GuidoFawkes) 7 Gennaio 2015
Charlie Hebdo è un settimanale satirico francese fondato negli anni Settanta, di orientamento libertario e di sinistra. Nel novembre del 2011, la sede di Charlie Hebdo a Parigi era stata distrutta da una bomba molotov, dopo che la redazione aveva annunciato la nomina simbolica di Maometto come direttore del prossimo numero, che si sarebbe chiamato “Sharia Hebdo” in relazione alla vittoria del partito islamico di Ennahda alle elezioni in Tunisia e alla decisione del nuovo governo libico di usare la sharia come principale fonte di legge. Nel settembre del 2012 il settimanale aveva pubblicato alcune vignette su Maometto all’interno di un servizio dedicato alle proteste anti-americane che si erano svolte in quei giorni in quasi ogni paese musulmano, dal Marocco all’Indonesia, dopo la diffusione del trailer del film satirico sulla vita di Maometto intitolato l’Innocenza dei musulmani. Il venerdì successivo (giorno di preghiera per i musulmani, e tradizionalmente anche giorno delle manifestazioni) le ambasciate e le scuole francesi in quei Paesi erano rimaste chiuse e la sede del giornale era rimasta sotto stretta sorveglianza della polizia.
Pochi minuti prima della sparatoria, l’ultimo tweet di Charlie Hedbo è stato su Abu Bakr al-Baghdadi, leader dello Stato Islamico:
Meilleurs vœux, au fait. pic.twitter.com/a2JOhqJZJM
— Charlie Hebdo (@Charlie_Hebdo_) 7 Gennaio 2015
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