La Svizzera delle sigarette deve ringraziare Radetzky

La Svizzera delle sigarette deve ringraziare Radetzky

Il tabacco come via per l’affermazione di ideali risorgimentali: è una storia affascinante quella cui fa riferimento la mostra “Tabacco e arte”, inaugurata giovedì scorso a Chiasso (Ch), una storia che ha a che fare con piani assistenziali e con strategie economiche che miravano a depotenziare l’Impero asburgico. L’occasione è stata data dal centenario della Polus, storico marchio ticinese di sigari e sigarette. «Una cosa mi ha subito stupita di questa storia che mi accingevo a studiare: che la localizzazione delle ditte di tabacco fosse tutta concentrata nelle aree di confine. A Brissago e

a Chiasso, per la precisione. E un motivo c’è. Lo scopo era quello di tenere testa agli Asburgo, che detenevano il monopolio in questo campo. La strategia era questa: Chiasso doveva conquistare il mercato lombardo e quello veneto, mentre Brissago si rivolgeva al Piemonte e alla Val d’Aosta». A parlare è Nicoletta Ossanna Cavadini, direttrice del “m.a.x museo” e curatrice della mostra, la quale precisa anche che l’industria legata al tabacco in Ticino nacque in seguito all’espulsione dei ticinesi dalla Lombardia per volontà del generale Radetzky. Su La Provincia del 20 marzo un lungo articolo.

c.colmegna

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