«La Terra è uno spettacolo mozzafiato»

Il saluto dell’astronauta Samantha Cristoforetti: vista dallo spazio l’Italia è un’emozione intensa. Il suo racconto dell’esperienza tra le stelle: ritmi intensi di lavoro, pronto anche l’albero di Natale

Un’emozione dopo l’altra, senza sosta: dalla sensazione fantastica di galleggiare in assenza di peso allo spettacolo mozzafiato della Terra. L’avventura della prima donna italiana nello spazio è cominciata da poco più di due settimane, ma è intensa più che mai. «Qui su vivo un torrente di emozioni» ha detto Samantha Cristoforetti, nella prima conferenza stampa in collegamento dalla Stazione spaziale, organizzata ieri presso l’Agenzia spaziale italiana (Asi).«Il momento del lancio è stato davvero eccezionale» dall’accensione dei motori all’arrivo in orbita alla prima sensazione di essere in assenza di peso, ha raccontato Samantha ripercorrendo i primi attimi di Missione Futura il 23 novembre scorso. «Il primo momento in

cui ho visto la Stazione spaziale eravamo alla distanza di 30 o 40 metri e una delle prime immagini che ricordo è stato il passaggio dal giorno alla notte – ha ricordato –: è un momento di transizione, pochi secondi appena prima che il sole scompaia sotto l’orizzonte. In quel momento tutta la Stazione spaziale è diventata arancione».Maglietta blu, pantaloni chiari, l’astronauta dell’Agenzia spaziale europea (Esa) e pilota dell’Aeronautica militare ha raccontato del lavoro intenso che sta facendo a bordo della Stazione spaziale, ma del quale è difficile avvertire la fatica: per dimenticarla basta affacciarsi dalla Cupola, la grande finestra della stazione orbitale che si affaccia sulla Terra.

Un’immagine postata sul profilo Twitter: Samantha è seguita da 200 mila followers

Un’immagine postata sul profilo Twitter: Samantha è seguita da 200 mila followers

(Foto by ansa)

«Quello che si vede da qui è un pianeta in continua trasformazione, davvero bellissimo. È come guardare un atlante e guardare fiumi, montagne e vulcani. È tutto bellissimo – ha aggiunto – e vorrei capire di più. Rimpiango di non avere studiato meglio la geografia. Per il prossimo volo voglio studiarla meglio». Lo spettacolo più bello, però, è vedere l’Italia: osservarla dallo spazio, «è un’emozione intensa, che ti scalda il cuore. È proprio bella con la sua forma caratteristica ed è molto luminosa».
Sono immagini da non perdere e che l’astronauta cattura appena può con la macchina fotografica, condividendole su Twitter. Tanto che ha già un successo da record su Twitter, con 200.000 follower, che aumentano al ritmo di 320 l’ora.
Sono emozioni intense, immagazzinate nei pochi ritagli di tempo libero. Il lavoro a bordo è infatti intenso ed è cominciato già nella seconda giornata dopo l’arrivo sulla Stazione spaziale. «È stato un battesimo del fuoco» ha raccontato. «È stato un esperimento molto complesso, durato diverse ore ed era un esperimento dell’Asi sulla neurologia e sulle strategie con le quali il cervello si adatta all’assenza di peso». Un altro momento di lavoro impegnativo è stata la sostituzione di un elemento della tuta che il collega americano Terry Virts indosserà per la passeggiata spaziale.

Si lavora a ritmi così intensi che bisogna pranzare in fretta: «Mi salvano i piatti unici, con un quarto di carboidrati, un quarto di proteine, soprattutto pollo e sgombro, e verdure. Una busta è completa di tutto: basta scaldarla». Finora non c’è stato nemmeno il tempo di rileggere i libri che ha voluto portare con sè, come quelli di Gianni Rodari e «Palomar» di Italo Calvino.
Ma un po’ di tempo per i regali di Natale e gli auguri è d’obbligo. Vicino all’albero, le calze sono state già appese nella Stazione spaziale: «Ci scambieremo piccoli doni. Per esempio, se mi accorgo che un mio collega ama particolarmente un cibo che ho in dotazione, glielo metterò volentieri nella calza». C’è infine un augurio per gli italiani: «Io ho avuto moltissimo dall’Italia: se oggi sono a bordo della Stazione spaziale è grazie all’Italia e all’Agenzia spaziale italiana. Il mio augurio è che sempre più italiani possano dire la stesa cosa».