La toilette dei turisti ko per colpa del ghiaccio

VARESE (a. mor.) Si dice che il freddo, il ghiaccio e la neve stanno bene in montagna. Ma, colmo dei colmi, il gelo lascia i turisti del Sacro Monte senza servizi igienici. I bagni comunali della prima cappella – quelli che si trovano sotto la terrazza – sono inutilizzabili ormai da parecchi giorni. Più o meno dell’ultima nevicata. Colpa del ghiaccio che ricopre la gradinata in via dell’Immacolata, dove sono stati messi dei cartelli con scritto «chiuso».

Il pericolo è quello di scivolare e di rompersi l’osso del collo. Tanto è vero che, per impedire l’accesso, sono stati messi dei nastri rossi anche sulla scalinata in via Guido da Velate.

Nella zona, però, difficile trovare un’alternativa visto che i ristoranti hanno chiuso e non ci sono altri bagni pubblici.

Magari qualcuno avrà pensato di tenere la pipì fino in cima al viale delle cappelle. Ma anche in quel caso avrebbe avuto una brutta sorpresa. Si, perché sono chiusi anche i bagni in cima al borgo, quelli sotto il Mosé. In quel caso è un cartello a spiegare perché i bagni sono inutilizzabili: il ghiaccio nelle tubature non fa arrivare l’acqua.

Morale? Gli unici bagni aperti sono quelli comunali in via Sommaruga. Proprio quelli che meno persone conoscono perché non si trovano sulle vie principali di passaggio.

«Ma cosa dobbiamo fare? – si chiede don Angelo Corno, arciprete del Sacro Monte – Non posso dire nulla, perché è tutto gelato, anche su al borgo. Aspettiamo che passi in fretta questa ondata di gelo. Un conto parlare delle cose che non vanno sempre, un conto parlare di un fatto transitorio come questo freddo».

Ma qualcuno si chiede se non fosse il caso di prevedere il problema. Anche perché, soprattutto alla prima cappella, non ci sono dunque altri bagni e quei servizi diventano particolarmente necessari nel finesettimana per i turisti che sfidano il freddo pur di farsi una bella camminata in montagna. In più quei wc sono particolarmente strategici per chi parcheggia la macchina alla prima cappella e intende affrontare a piedi la salita, come facevano una volta tutti i pellegrini. Forse sarebbe bastato spalare per tempo, mettere un po’ di sale, di terra e ripetere il trattamento di giorno in giorno. La speranza è che il problema venga risolto prima dell’arrivo della primavera.

e.marletta

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