La Varese di una voltain mille cartoline

La Varese di una voltain mille cartoline

VARESE Si chiama Maurizio Fratini, si occupa della manutenzione degli impianti di videosorveglianza della funicolare di Varese e ha una passione: colleziona cartoline che raffigurano Varese. Acquistò la prima in un mercatino di Porta Portese, all’età di 14 anni. Le altre le scovò da un capo all’altro del mondo, specialmente in Inghilterra, Germania e Argentina, anche avvalendosi di collaboratori “addestrati” per fiutare l’affare.

«Le cartoline della città giardino sono tra le più quotate e ricercate. Il prezzo, infatti, lo dettano i collezionisti che a Varese sono particolarmente accaniti. Le tirature, inoltre, non furono mai altissime» spiega Fratini. Alcuni esemplari possono essere ceduti anche per 500 euro. «Le cartoline in cui ci sono persone e veicoli, primo fra tutti i tram, sono quelle  che valgono di più».

IL TOBOGA
Nella mostra «Un tempo a Varese…», allestita nel Salone Estense, ci sono veri e propri reperti storici. Come, per esempio, le cartoline che risalgono al 1901, quando ai Giardini Estensi fu allestita una expo in miniatura in una struttura liberty, con tanto di «cupolone». Ma quello che più fa sorridere è un Toboga, un precursore di quelli che oggi troviamo nei parchi di divertimento. Una barca su rotaie lanciata dalla collina dei giardini Estensi per approdare nella fontana ornamentale con un vigoroso splash. Un impianto che rimase in funzione da agosto ad ottobre e che riscosse un buon successo. Curiosa la cartolina del 1925 che mostra «la comodità della nostra città»: una strada carrozzabile, le rotaie e l’autostrada Varese-Milano, la prima realizzata in Italia. C’è anche una cartolina che descrive Varese come «stazione climatica d’eccellenza». «Quando si trovano queste cartoline bisogna usare freddezza e fingere indiffernza, altrimenti il prezzo lievita» commenta Fratini.

TUFFO NEL PASSATO Prima di catalizzare l’attenzione dei collezionisti, le cartoline furono utilizzate per l’ordinaria corrispondenza tra signorotti, conti, turisti e amanti. Su di una è riportata la pubblicità delle ferrovie di Milano, che fornivano un biglietto cumulativo completo di cestino per escursioni (il pranzo al sacco). «Il viaggio durava un’ora e mezza, come oggi con un “locale”» commenta Fratini. Completa la mostra un filmato realizzato dalla BBC e utilizzato nei primi anni del ‘900 per promuovere «Varese the garden city» in Inghilterra. Nell’opera, che appartiene a Maurizio Miozzi, si può ammirare la stazione nord, che all’epoca si chiamava «Stazione Mediterranea». Fratini vanta reperti non esposti in questa occasione, come la cartolina che immortala Umberto Primo al matrimonio del Conte Ponti sull’isolino Virginia. 

Anche Francesco Ogliari visitò la collezione di Fratini e rimase colpito specialmente dalla cartoline che raffiguravano gli hangar degli idrovolanti dell’Aermacchi. Interessanti quelle della «trilogia del Campo dei Fiori» che compongono una cronistoria illustrata degli interventi architettonici che si sono avvicendati ai piedi delle Tre Croci: il Crotto Ciotti, il ristorante Paradiso e il Grand Hotel del Sommaruga. Poi la collezione finisce. Quasi nessun fotografo, in tempi successivi, ha reputato fosse il caso di stampare cartoline con le vergognose antenne. Inoltre, dagli anni 60 in poi, con l’arresto della funicolare, le cartoline di Varese sono diventate sempre meno. Che siano ricomparse insieme alla vocazione turistica del nostro territorio? La mostra rimarrà aperta ancora oggi, dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00.

e.marletta

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