– La vecchia ricetta va in pensione e cede il passo a tablet e computer. Domani entra, infatti, ufficialmente in vigore la ricetta nazionale elettronica. La novità è che questa ricetta sarà valida in tutte le farmacie italiane, non più solo a livello regionale. Esempio: se un medico di famiglia di Varese prescrive un farmaco rimborsabile, lo farà elettronicamente sul computer o tablet e darà al paziente un tagliandino. Consegnandolo assieme alla tessera sanitaria in una qualsiasi farmacia italiana, dunque non solo in Lombardia, il paziente riceverà la medicina di cui ha bisogno pagando il ticket che pagherebbe
nella regione di provenienza che magari è diverso. Il sistema della ricetta rossa digitale scatta in modo completo a livello nazionale martedì. La legge che manda in soffitta i blocchetti rossi del nostro dottore è in realtà del dicembre 2015 e recepisce un decreto di più di tre anni fa. Dopo un po’ di blocchi informatici ora ci siamo: per prescrivere un farmaco, un accertamento o una visita, il medico si collegherà a un sistema informatico, lo stesso visibile al farmacista che ci consegnerà pillole o sciroppi. Ma ricetta elettronica non è ancora sinonimo di abolizione della carta.
Per ora, infatti, riceveremo dal dottore un piccolo promemoria da consegnare al bancone della farmacia, che permetterà di recuperare la nostra prescrizione anche in caso di malfunzionamenti del sistema o assenza di linea internet. Ma quando il sistema andrà a regime anche questo foglietto sparirà, rendendo la procedura interamente“paperless”. Non sono del tutto soddisfatti i medici di medicina generale. «Qualcuno ha confuso gli studi medici con quelli dei Caf, vista la mole di dati anagrafici, codici di esenzione dai ticket, adesso anche quelli di erogabilità e appropriatezza e quant’altro dovremo verificare – spiegano dalla Federazione dei medici di famiglia (Fimmg) – In conseguenza di ciò, il rischio è che tutti gli oneri ricadranno sul titolare, con un aggravio di lavoro che significa tempo tolto alle visite e attese più lunghe per gli assistiti».
Tra i vantaggi della ricetta elettronica il controllo sulla falsificazione delle ricette stesse o sugli abusi conseguenti il furto dei ricettari. Ma come funziona, nel concreto, il nuovo sistema? I dottori, per effettuare una prescrizione, si connettono dal proprio pc a un apposito portale: compilando la ricetta sullo schermo, identica a quella cartacea, un Nre (numero ricetta elettronica) sarà associato al nostro codice fiscale, aggiungendo in automatico anche eventuali esenzioni. Il sistema stampa quindi il promemoria, con il quale possiamo andare in farmacia: con i dati presenti, attraverso i codici a barre stampati sul piccolo foglio A5, il farmacista recupera la prescrizione direttamente online e ci consegna la medicina di cui abbiamo bisogno. La vecchia ricetta rossa non sparirà ancora del tutto. In questa prima fase di avvio, sono, infatti, ancora esclusi dal nuovo metodo alcuni farmaci come gli stupefacenti, l’ossigeno, le prescrizioni per erogazione diretta in continuità assistenziale, i farmaci con piano terapeutico Aifa.
Anche il sostituto medico al momento dovrà continuare ad utilizzare la ricetta rossa. «Questo sistema in provincia di Varese è stata avviato con una fase sperimentale già da tempo – spiega , presidente di Federfarma – Noi questo mese abbiamo registrato circa un 70% di ricette elettroniche e circa un 30% di quelle rosse. Prossimamente tutti i medici di medicina generale, se vorranno rimanere convenzionati, dovranno adeguarsi».













