VARESE Il carrello della spesa si fa sempre più caro. E le associazioni dei consumatori propongono di boicottare i prodotti in aumento e favorire forme di risparmio con coesione sociale.Ad aprile l’indice dei prezzi al consumo per dei prodotti acquistati con maggiore frequenza, dal cibo ai carburanti, ha subito una variazione pari a +0,5% rispetto allo scorso mese di marzo, e una variazione pari a +2,6% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. In termini tendenziali (aprile 2012 rispetto ad aprile 2011), gli incrementi più rilevanti si registrano nelle divisioni trasporti (+7,6%), bevande alcoliche e tabacchi (+7,5%), abitazione, acqua, energia elettrica, gas e combustibili (+5,7%), prodotti alimentari e bevande analcoliche (+3,8%).Risultano in calo gli indici relativi alle divisioni comunicazione (-3,4%), servizi ricettivi e di ristorazione (-2,5%), servizi sanitari e spese per la salute (-1,0%) e ricreazione, spettacoli e cultura (-0,1%). Traducendo le percentuali in euro, una famiglia di tre persone spenderà 635 euro in più all’anno, e una di quattro 686 euro.«Ormai non c’è più molto da dire – commenta Marisa Mentasti, Adiconsum – L’unica cosa da fare a questo punto è agire. I consumatori dovrebbero iniziare a boicottare i prodotti in aumento». Operazione tutt’altro che facile, considerato che ad aumentare sono tutti
i beni di prima necessità. Dalla carne (+0,6% pollame e +0,4% salumi), alle frutta e la verdura (+1,5%). Anche se l’analisi disaggregata per divisioni di spesa su base congiunturale (aprile 2012 rispetto a marzo 2012), mostra un calo complessivo degli indici relativi ai prodotti alimentari dello 0,2%, dovuto soprattutto alla flessione di alcuni generi alimentari (prodotti di panetteria – 0,8%, pasta -0,6%, latte e latticini -0,2%). Sono invece aumentati i servizi ricettivi e di ristorazione (+1,6%), i trasporti (+1,5%).«Siamo in un momento di difficoltà estrema ed ormai questo è innegabile – aggiunge Barbara Cirivello del Movimento consumatori – Più che un boicottaggio, che risulta difficile in presenza di beni di prima necessità in continuo aumento, sarebbe forse più utile cominciare a promuovere seriamente forme di risparmio con coesione sociale. Creare cioè soluzioni per rendere meno onerosa la spesa per le famiglie varesine. Per quanto riguarda l’aumento della benzina si può pensare, per esempio, al car sharing. Mentre per gli alimenti si dovrebbe iniziare a prendere maggiormente in considerazione i gruppi di acquisto direttamente dal produttore». Secondo l’organizzazione dei consumatori, inoltre, la crisi non può più ricadere sulle tasche dei consumatori, ma urgono interventi di riduzione della spesa pubblica e degli sprechi della politica.
s.bartolini
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