COMO – Il Lago di Como ha restituito il corpo di Sergio Corsano, turista tedesco di 55 anni, disperso dallo scorso 26 agosto nelle acque di Dorio. L’uomo si era gettato in acqua per soccorrere i propri figli in difficoltà durante una gita in barca, compiendo un gesto di straordinario coraggio che gli è costato la vita.
Le ricerche sono proseguite senza sosta per sei giorni, coordinate dai Vigili del Fuoco con il supporto della Guardia Costiera e delle autorità locali. Decisivo l’impiego di un Rov, un robot subacqueo teleguidato, arrivato dal nucleo sommozzatori della Sardegna e in grado di operare a profondità estreme. È stato proprio il Rov a individuare il corpo dell’uomo a 220 metri sotto la superficie, una quota inaccessibile alle immersioni umane dirette.
Una volta segnalata la posizione, la salma è stata riportata a un livello più superficiale, dove due sommozzatori hanno potuto procedere al recupero. Le operazioni sono state particolarmente delicate a causa della profondità e delle condizioni del fondale, e hanno richiesto grande esperienza tecnica e coordinamento.
Il dramma si era consumato lunedì pomeriggio, quando Corsano si era tuffato per aiutare i figli sorpresi da onde improvvise e vento forte. I ragazzi sono stati tratti in salvo, mentre il padre non è più riemerso. La notizia del suo sacrificio ha destato profonda commozione, con messaggi di cordoglio giunti sia dalla comunità locale sia dalla Germania.
Il corpo è stato affidato all’autorità giudiziaria per gli accertamenti di rito. Nel frattempo, sempre nelle acque del Lago di Como, restano in corso ricerche per un altro giovane disperso in circostanze diverse, a conferma della complessità e della pericolosità di questi scenari.