L’amico di Uva non ci crede «Non c’è stata violenza sessuale»

VARESE «Secondo me non c’è stata violenza sessuale»: queste le parole di Alberto Biggiogero, l’amico di Giuseppe Uva che chiamò i soccorsi con il suo telefonino dopo averlo sentito urlare e che, da quel momento, ha sempre detto che le forze dell’ordine lo stessero picchiando. 

A detta dell’amico di Uva, insomma, non ci sarebbe stata violenza sessuale ma solo il pestaggio. 
Ed ecco la ricostruzione della vicenda:

14 giugno 2008
Il 14 giugno 2008 Giuseppe Uva viene fermato dai carabinieri con l’amico Alberto Biggiogero e portato in caserma. Entrambi sono ubriachi. Uva muore poche ore dopo all’ospedale di Circolo. Biggiogero parla di maltrattamenti subiti in caserma. Le conclusioni delle indagini puntano il dito contro i medici che avrebbero somministrato un mix di farmaci tranquillanti risultato letale.

La polemica
Ma in tribunale è subito guerra tra la procura e i legali di parte civile capitanati da Fabio Anselmo che ritengono che la morte di Giuseppe Uva sia stata causata dal trattamento subito nella caserma dei carabinieri di via Saffi, durante l’ora e mezza in cui vi transitò, prima di essere sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio.

Il processo
Unico imputato per ora è lo psichiatra Carlo Fraticelli, il medico che accolse Uva in reparto la mattina del 14 giugno, poco prima della sua morte.

s.bartolini

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