Lancia un righello al professore. E i compagni restano in silenzio

Violenza e omertà - Nei guai uno studente di 17 anni: a suo carico una denuncia penale per tentate lesioni

Lancia un righello di metallo contro un professore e i compagni lo spalleggiano rimanendo muti. L’episodio di bullismo nei confronti del docente è avvenuto ieri mattina in un istituto professionale di Varese. Solo l’arrivo della polizia di Stato ha permesso di individuare il responsabile del lancio, la cui scarsa mira dimostrata è stato l’unico motivo per cui il professore non sia stato ferito. Nei guai è finito uno studente di 17 anni: per lui è scattata una denuncia penale per tentate lesioni. La dirigenza scolastica ha proposto al consiglio di classe la sospensione per il ragazzino. Sospensione che arriverà quasi con matematica certezza visto l’accaduto.

A fare impressione, in particolare, è il quadro di insieme che emerge da questa vicenda. Il docente era alla lavagna e stava spiegando agli studenti un esercizio. Era quindi voltato di spalle e non poteva vedere eventuali movimenti da parte dei ragazzi. È a questo punto che il diciassettenne ha scagliato, con una certa forza, il righello metallico contro il docente. Per fortuna il lancio non è andato a buon fine. Il docente si è girato immediatamente per individuare il responsabile. E incredibilmente si è ritrovato davanti una classe totalmente impassibile. Nessuno ha fatto un cenno. Nulla.
Non solo, quando l’insegnante ha chiesto, giustamente, chi fosse stato a scagliargli contro il righello nessuno dei ragazzi ha parlato. Un’intera classe s’è letteralmente rifiutata di indicare al docente chi gli avesse tirato il righello contro. E questa forse è la nota più spiacevole della vicenda: un atteggiamento del genere si chiama omertà. E omertosi si sono dimostrati i ragazzini. Incredibile che un gruppo di diciassettenni possa essere così menefreghista davanti all’autorità e tanto sciocco da credere di poterla spuntare.

I ragazzi erano destinati ad uscire perdenti da questa prova di forza. L’insegnante ha informato il preside dell’istituto di quanto stava accadendo in aula. E il preside ha fatto esattamente ciò che doveva fare: ha chiamato la polizia di Stato. Una pattuglia della squadra Volante della Questura di Varese è arrivata in un lampo. Davanti agli agenti l’omertà di classe ha iniziato a vacillare, ma ancora nessuno faceva il nome del responsabile.
È stato il ragazzo stesso, non volendo che le conseguenze penali del lancio ricadessero anche sui compagni, a farsi avanti. E a confessare assumendosi la responsabilità dell’accaduto.
Il ragazzo ha anche consegnato agli agenti una biglia in metallo e una sorta di blocchetto sempre in metallo con gli angoli smussati. Anche quegli oggetti, se scagliati con forza contro il docente o chiunque altro, avrebbero potuto comportare lesioni serie.
Il 17enne non avrebbe fornito spiegazioni per il lancio contro l’insegnante. Forse pensava di farsi bello agli occhi dei compagni, di mettere in difficoltà l’insegnante, forse voleva fare lo splendido, inconsapevole delle conseguenze. E inspiegabile appare anche l’atteggiamento della classe.