VARESE Dieci giorni fa vi avevamo raccontato degli insulti e delle volgarità anti-italiane e nello specifico contro l’europarlamentare Lara Comi. Quest’ultima era finita nel mirino della Lega dei ticinesi – attraverso il mattino on line – per avere sostenuto le tesi dei frontalieri italiani e contrastato quelle di Lorenzo Quadri, un esponente della Lega svizzera. Been, ora i vertici del parlamento europeo, hanno allertato le autorità italiane, invitandole a valutare l’opportunità di proteggere la deputata.
Chi prova a mediare e a riaprire il dialogo Italia-Svizzera è il capogruppo della Lega alla Camera, il bustocco Marco Reguzzoni, primo firmatario di una mozione del gruppo Lega Nord. In gioco c’è il futuro di «una realtà economica da salvaguardare», quei 50mila lavoratori, in maggioranza lombardi, occupati nella Confederazione, che secondo il Carroccio rischiano di finire vittime del deterioramento dei rapporti bilaterali dovuto all’applicazione dello scudo fiscale del ministro Giulio Tremonti. Che sarà anche filo-leghista ma in questo caso rischia di danneggiare gli interessi del Nord. «Lo scudo fiscale – argomenta la mozione Reguzzoni – ha presentato alcuni punti problematici, in particolare proprio per i frontalieri. E’ necessario pertanto che il governo metta in atto immediate e significative iniziative diplomatiche per riaprire un dialogo proficuo con la controparte elvetica e si adoperi affinché l’entità della compensazione ai Comuni di confine a valere sui redditi dei frontalieri sia mantenuta nelle percentuali attualmente applicate». Insomma, ci sono delle correzioni necessarie, dato che, come recita la mozione, «sono stati applicati provvedimenti amministrativi lesivi degli interessi della Confederazione e in particolare del Canton Ticino, come le ispezioni selettive e mirate solo alle filiali italiane di istituti bancari svizzeri». Per la Lega Nord sono stati «passi che hanno causato il deterioramento dei rapporti diplomatici tra i due Paesi», pur motivati dal fatto che la Svizzera, rispetto alle regole di trasparenza finanziaria stabilite nel 2009, «sembra non avere concretamente attuato le misure richieste».
e.marletta
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