Lasciateci morire come vogliamo anche questa volta

Lasciateci morire come vogliamo anche questa volta
Il commento del nostro Stefano Affolti sull’ennesimo capitolo di questa assurda estate del pallone biancorosso

Potrebbe piovere, direbbe il grande (“Frankenstein Junior”: capolavoro), se fosse co-protagonista dell’estate assurda del Varese e gli chiedeste cos’altro di peggio può capitare, a questo punto di una . Un film mai visto a queste latitudini, che un po’ fa allibire e molto fa arrabbiare. Perché – in buona fede o no non sta a noi stabilirlo, anche se un’ideuzza ce l’avremmo -, si sta trattando senza cautela una cosa

bella e fragile che ci riguarda tutti. Il problema non è morire: ci è successo mille volte e siamo. Il Varese è così: più lo mandi giù e più si ritira su. Il problema non è questo, no: morire non ci fa paura. Il problema è come si muore, perché quella che stiamo sopportando è una sofferenza inutile, che ci saremmo volentieri risparmiati. Lo abbiamo chiesto più volte, lo ribadiamo ancora,

: lasciateci morire in pace, senza clamori, senza altre figuracce. Noi siamo come quelle bestie che quando percepiscono la fine si nascondono nella foresta e si lasciano andare. Perché di capire che cala il sipario,di accettare il destino edi affrontarlo a tu per tu, senza intermediari.
Come possa questa dirigenza, fino a ieri in difficoltà e ora pure decapitata, trovare il milione e 200mila euro necessario per chiudere le pendenze e iscriversi al campionato, è un mistero. Nessuna banca ha detto sì finora, ci sarà un perché; e cosa potrebbe cambiare da qui al 14 luglio, che è praticamente dopodomani?
Forse ieri, seppur inconsapevolmente, ha fatto l’unica cosa giusta della sua controversa gestione:. Se anche le motivazioni non erano queste, tale è il risultato.Lo stillicidio quotidiano – comune ad altre piazze, vero: ma a noi interessa un Varese che in questi anni si era sempre fatto rispettare – è deprimente e . Meglio andare nella foresta e dire stop: a che pro agonizzare in pubblico, pure negando l’evidenza che le risorse per sopravvivere non ci sono? Il 14 luglio è qui, siamo devastati: che arrivi in fretta.

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google