VARESE “Carnini mette in ginocchio le stalle delle montagne lombarde”. La protesta è contenuta in una nota diffusa ieri dalla Coldiretti lombarda. “Con un blitz sul prezzo del latte che sta coinvolgendo gli allevamenti di Como, Lecco, Sondrio e Varese, la storica azienda comasca di trasformazione (passata sotto l’ombrello del gruppo Parmalat nel 2006) ha comunicato per il mese di luglio il pagamento di 33,156 centesimi al litro, lo stesso liquidato nel primo semestre 2010, addirittura al di sotto di quello proposto da Assolatte con 34,50 centesimi e lontano una distanza siderale dai 42 centesimi al litro al quale sta viaggiando il latte “spot”, ossia non vincolato a specifici contratti di fornitura” continua l’associazione di categoria.
“Appena arrivate le fatture di luglio gli allevatori ci hanno avvertito subito, quasi non ci credevano neppure loro – dicono Tino Arosio, direttore delle Coldiretti di Como-Lecco e Varese ed Emanuele Ghiarardelli, direttore della Coldiretti di Sondrio – anche perché la proposta è peggiorativa delle indicazioni della casa madre”
E dire che in passato, spiega la Coldiretti, proprio Carnini si era fatta promotrice della valorizzazione della qualità e del prezzo del latte locale (che si fa vanto di lavorare da oltre 70 anni) e che ancora nel 2003 ritirava il prodotto da un centinaio di allevamenti di Como, Lecco, Varese e Sondrio, mentre adesso si sono ridotti a meno della metà.
l latte alla stalla pagato 33,156 centesimi al litro non copre neppure i costi di produzione, ma sugli scaffali di vendita si trova quello a marchio Carnini (e non solo) ad un prezzo superiore a 1,50 euro litro, circa quattro volte tanto.
“I consumatori facciano le loro riflessioni – concludono i due rappresentanti della Coldiretti – perché i bilanci delle industrie continuano ad essere più ricchi e le stalle continuano a chiudere mentre il portafogli delle famiglie italiane continua ad essere sempre più leggero”.
e.marletta
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