Nonostante l’aumento dell’Iva, dal 21 al 22 per cento, sia stato rinviato al primo ottobre, i prezzi degli alimentari continuano ad aumentare e il carrello della spesa dei varesini diventa sempre più salato.
Insomma il caro – prezzi non dà tregua e le rilevazioni degli ultimi giorni mostrano un andamento tutt’altro che al ribasso.
«La crescita dei prezzi, tocca principalmente i beni di prima necessità, i settori più colpiti sono alimentari, carburante ed energia. I beni alimentari (incluse le bevande alcoliche) nell’ultimo mese rincarano dello 0,8%, mentre su base annua il rialzo sfiora il 3,2%».
A dirlo è la Federconsumatori di Varese che sostiene che «gli effetti congiunturali dei prezzi sui generi alimentari, dovuti all’incremento del costo dei prodotti non lavorati, aumentano dell’1,7% su base mensile e del 4,9% su base annua, e non va meglio sui prodotti lavorati anche se in misura più contenuta (+0,2%)». In particolare nell’ultimo anno, l’impennata dei prezzi riguarda vegetali +13,4%, frutta +8,5% e vini +3,7%.
«Nell’ultimo mese subisce una forte impennata anche il carburante, registrando un +3,1%, l’incidenza maggiore arriva dall’eccessiva tassazione – continuano – Nessun rallentamento dei prezzi su i beni energetici per uso domestico, in tre mesi sono aumentate del 9,3% e il rincaro inciderà per una famiglia di quattro persone, per circa 20 euro a bimestre».
Ma sono i consumatori stessi a rendersi conto che i prezzi dei generi alimentari di queste ultime settimane sono in aumento. «Quando vado a fare la spesa, compro bene o male sempre le stesse cose – spiega – Ultimamente spendo quasi 25 euro in più a settimana rispetto a un paio di mesi fa. Mi sono accorta, ad esempio, che nel super dove vado a fare la spesa, diminuiscono le porzioni e il peso delle confezioni di alcuni prodotti ma il prezzo rimane lo stesso. Mi è capitato con la marmellata e con alcune confezione di cereali».
Anche , pensionato attento ai prezzi, conferma il rincaro. «La cosa strana è che la scorsa settimana le albicocche grandi, che sono un frutto di stagione, costavano meno al mercato che al super: al mercato venivano poco più di tre euro al chilo, al super il prezzo sia aggirava intorno ai 4,70 euro. Stessa cosa per i pomodori».
, invece, da buona casalinga ha notato un cambio di abitudini nel modo di fare la spesa da parte dei varesini. «La gente gira all’interno dei supermercati con i volantini delle offerte, non ne ho mai visti così tanti. Inoltre, non comprano mai tutto quello che gli serve in un unico posto: se sono al Tigros a fare la spesa, ma sanno che all’Esselunga c’è l’offerta sui detersivi, poi si spostano».
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